L’INCONTRO: “IL TRAM CAMBIA LA CITTA'”

L’Associazione Transdolomites e il Comitato di cittadini “Un Tram per Trento” sono lieti di invitarla a partecipare alla serata pubblica dedicata presentazione di una proposta per una linea tramviaria nella città di Trento. L’evento avrà luogo venerdì 4 ottobre 2019, alle ore 19.00, nella Sala Conferenze del MUSE in Corso del Lavoro e della Scienza a Trento. Oltre che l’occasione per presentare l’ipotesi di una nuovo linea tramviaria per il capoluogo trentino, la serata vuole essere un momento per illustrare buone pratiche di mobilità urbana e discutere idee progettuali funzionali alla mobilità urbana su ferro, coinvolgendo culturalmente tutta la cittadinanza. La pianificazione della mobilità urbana ed extraurbana sarà la sfida che dovrà essere affrontata sin da subito. La riduzione delle emissioni prodotte dal settore dei trasporti, la riqualificazione delle aree urbane, la riduzione dell’uso del consumo del suolo in funzione dei trasporti, gli investimenti in funzione della realizzazione di nuove infrastrutture e servizi per la mobilità pubblica secondo gli orientamenti del Libro Bianco dei Trasporti della Commissione Europea sono tematiche attorno alle quali devono ritrovarsi a discutere e confrontarsi la Società civile, gli stakeholder e i rappresentati delle Istituzioni.

Introducono:
Massimo Girardi | presidente di Transdolomites
Massimo Pegoretti | coordinatore del Comitato “Un tram per Trento”

Relatori:
Stefano Giorgetti | assessore alla Mobilità del Comune di Firenze
Gianni Scarfone | direttore Tramvie Elettriche Bergamasche
Luca Urbani | collaboratore dello studio Willi Hüsler di Zurigo
Marialaura Lorenzini | assessora alla mobilità del Comune di Bolzano
Ivan Moroder | direttore dell’Ufficio Mobilità del Comune di Bolzano
Alberto Salizzoni | assessore all’urbanistica e mobilità del Comune di Trento

Modera:
Alessandro Franceschini

Sala Conferenze del MUSE
venerdì 4 ottobre 2019
alle ore 19.00

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NUVOLE MAMMATUS SU TRENTO

V’erano rocce
e boschi informi. Ponti sopra il vuoto
e quell’immenso grigio, cieco stagno
che premeva sul fondo come un cielo
di pioggia sui paesaggi della terra.
Fra i prati tenue e piena di promesse
correva come un lungo segno bianco
l’incerta traccia della sola strada.

E quell’unica strada era la loro.

Da Rainer Maria Rilke, Poesie, Torino, Einaudi, 1983

TRENTINO TV: L’AGRICOLTURA URBANA

Nello spazio riservato agli Ordini professionali, nella puntata del 29 maggio 2019 di “Mattino Insieme” (al minuto 40 circa) la conduttrice Antonella Carlin ha intervistato Alessandro Franceschini sul tema dell’ “agricoltura urbana”, con un collegamento dall’orto urbano comunitario di Gardolo (Trento).

GUARDA LA PUNTATA

IL LIBRO: “LA TRENTO CHE VORREI”

Periodicamente una città ha la necessità di guardarsi, ascoltarsi e riflettere su se stessa. Questo insieme di narrazioni è un contributo polifonico, composto da un gruppo eterogeneo di autori, che propone ricordi, descrizioni e interpretazioni attraverso l’uso di diverse forme discorsive. Una molteplicità di testi e di parole che possono suscitare immagini e sollecitare reazioni. Ipotesi capaci di definire nuovi scenari, esplorando forme diverse di fare politica, per costruire la Trento di domani.

Testi di: Beatrice Barzaghi, Alessandra Benacchio, Davide Buldrini, Susanna Caldonazzi/ Giada Vincenzi/ Andrea Casna, Simone Casalini, Luca Coser, Andrea de Bertolini, Federico Demattè, Valeria Ferraretto/Adriano Cataldo, Alessandro Franceschini, Michele Kettmajer, Emanuele Lapiana, Gabriele Lorenzoni, Dalia Macii, Riccardo Mazzeo, Stefano Moltrer, Ugo Morelli, Maurizio Napolitano, Marco Pontoni, Giacomo Sartori, Virginia Sommadossi, Gianluca Taraborelli, Alberto Winterle, Flaviano Zandonai, Federico Zappini.

La Trento che vorrei. Parole e pratiche per una città
A cura di Federico Zappini e Alberto Winterle
Helvetia Editrice, Venezia, 16,00 euro

Il libro verrà presentato a Trento il prossimo 14 giugno, alle ore 18.00, in via San Martino, presso la libreria due punti.

Se il movimento diventa politico

Sarà interessante capire come evolverà, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, la protesta FridayForFuture. Un movimento, quello avviato da Greta Thunberg, attorno al quale si è creata molta attesa e su cui merita fare una breve riflessione, perché i temi che invoca sono veramente di grande importanza: il cambiamento climatico in primo piano. Ma, in filigrana, ve ne sono altri, non meno impellenti: le urgenze ambientali, il bisogno di giustizia sociale, il tema dell’equità intergenerazionale. I protagonisti indiscussi di questa proposta, come si addice ad ogni iniziativa “rivoluzionaria”, sono le ragazze e i ragazzi di una società che ai giovani non ha mai riservato così poco spazio come in questo momento storico.

La sedicenne attivista svedese, in verità, non pone la questione in una prospettiva di lotta. «Questo non è un discorso politico» ha detto. «Il nostro sciopero dalla scuola non ha niente a che fare con la politica di un partito. Al clima e alla biosfera non importa nulla della politica e delle nostre parole vuote, neanche per un secondo. A lori importa solo cosa facciamo nella pratica. Questo è un grido d’aiuto». E ancora: «Non voglio la vostra speranza. Non voglio che siate ottimisti. Voglio che siate in preda al panico. Voglio che proviate la paura che io provo ogni giorno. Voglio che agiate come fareste in un’emergenza. Voglio che agiate come se la nostra casa fosse in fiamme. Perché lo è».

Sono parole che arrivano allo stomaco come un pugno e che chiedono risposte immediate. Tuttavia non è facile pensare che chi governa oggi sia improvvisamente folgorato sulla via di Damasco e sappia reagire di conseguenza, cambiando radicalmente il corso della storia. Oppure – e anche questo è un tema – che possa immediatamente intervenire sull’economia fermando i cambiamenti climatici semplicemente schiacciando un pulsante. I processi legati all’evoluzione del pianeta Terra, ricordiamolo, sono lenti e complessi. Se anche riuscissimo ad invertire il trend, questo potrebbe avvenire solo grazie ad un cambio di abitudini a livello planetario e per mezzo di una costanza lunga anni, di lavoro e di dedizione.

Anche per queste ragioni è assai difficile che le istanze dei giovani di tutto il mondo che hanno manifestato lo scorso 15 marzo vengano accolte dai politici di professione come se fosse la normale istanza di una lobby. L’unica possibilità di cambiamento, invece, è trasformare quella protesta in progetto politico. Portare la piazza dentro le istituzioni. Cambiare la pancia con il cervello. Delineare un progetto di conquista del potere decisionale. Costruire un consenso parlando al cuore degli elettori. Non delegare agli altri il compito di orientare le scelte di sviluppo economico e ambientale. Lavorando in prima persona per portare avanti una battaglia che tutti reputiamo sacra e giusta.

Non sempre, nella storia dell’umanità, i movimenti hanno avuto la forza di diventare politica. Ma quando è successo, hanno veramente cambiato il mondo.

[Pubblicato su UCT 520]

L’EUROPA RICOMINCI DA QUI

Venerdì 15 marzo 2019 il cuore di Trento ha battuto all’unisono con quello di tutto il mondo grazie alla straordinaria manifestazione promossa delle ragazze e dai ragazzi di #friday4future. Un’ondata imponente – solo in Italia sostenuta da 235 cortei e manifestazioni – che chiede il cambiamento nella politica ambientale dei potenti della terra. Una manifestazione su scala globale che non ha precedenti e che dimostra inaspettatamente che i ragazzi di questo tempo non sono avulsi dalla realtà o concentrati solo sui loro telefoni cellulari, ma hanno maturato una forte etica politica prima ancora che ecologista.

Tra il 23 e il 26 maggio prossimi, i cittadini dell’Europa saranno invitati a scegliere democraticamente la composizione di un nuovo parlamento europeo. Non si tratta di un passaggio scontato. Come spiega il politologo Emanuele Massetti, intervistato su Uomo, Città, Territorio nr. 519, il prossimo appuntamento elettorale arriva in un momento particolarmente critico per l’istituzione europea, incapace di affrontare temi di grande importanza, come i diritti civili, l’immigrazione, la protezione dell’ambiente. E proprio per questa ragione l’esito delle urne sarà particolarmente importante: perché potrà decretare il rilancio o il depauperamento irreversibile di questa straordinaria intuizione politica, nata nella testa – tra gli altri – di un trentino come Alcide De Gasperi.

Credo che la nuova Europa debba ricominciare il suo percorso dalle facce, dagli occhi, dalle grida di quei milioni di ragazzi scesi in piazza per chiedere un futuro migliore. Promuovendo un’agenda politica capace di interpretare le urgenze del nostro tempo: la sostenibilità ambientale, la giustizia sociale, la lotta ai cambiamenti climatici. Facendo diventare il «Vecchio continente» un baluardo di sperimentazione nel perseguire la sostenibilità ambientale e lo sviluppo sostenibile, ben oltre i protocolli internazionali sottoscritti negli ultimi anni. Perché la vera urgenza democratica è quella di dare un futuro a quelle ragazze e a quei ragazzi che, in unico coro, ci hanno ricordato che, come recita un vecchio proverbio, la Terra non ci è stata data in eredità dai padri, ma in prestito dai figli.

[Pubblicato su Uomo, Città, Territorio nr. 519]

L’EVENTO: “IL BONDONE COME LO VORREI”

Il Bondone come lo vorrei.

All’interno delle 3 serate di informazione e di riflessione promosse dal Comune di Trento e dedicate alla cittadinanza sul tema dell’impianto di collegamento veloce tra la città di Trento e il Monte Bondone, il 16 maggio si terrà una serata dedicata alle testimonianze di una selezione di architetti che, a livello locale, hanno sviluppato riflessioni sull’urbanistica e la fruizione dei territori montani. Si discuterà dello stato attuale della situazione paesistica del Monte Bondone in rapporto alle strutture in edificato e in viabilità, delle possibili trasformazioni per migliorarne il paesaggio, la vivibilità e la fruizione. La serata, introdotta da Susanna Serafini, Presidente dell’Ordine degli Architetti di Trento, sarà coordinata da Alessandro Franceschini con la presenza di Emanuela Schir, Alberto Winterle e del prof. Bruno Zanon, componente del Comitato Scientifico di Tsm-Step – Scuola per il Governo del Territorio e del Paesaggio.

16 maggio ore 20:30, presso la sala conferenze del Muse di Trento.

Workshop a “Eco-Innovation Academy 2019”

Conoscenza, formazione, scambio di esperienze. Progetto Manifattura conferma la propria vocazione di incubatore e punto di riferimento per la formazione all’imprenditorialità ecosostenibile.  Il mercato sorride soprattutto alle imprese ad alto contenuto innovativo, anche nel settore edilizio. Ecosostenibilità è la parola vincente. Nel mentre proseguono serrati i lavori della “Be Factory” di Trentino Sviluppo che daranno vita al progetto dell’arch. Kengo Kuma, nel rispetto dei migliori standard di sostenibilità e benessere degli ambienti di lavoro,  è ai nastri di partenza un percorso di formazione, una vera e propria “scuola di imprenditorialità”, articolato in trenta seminari specialistici sui temi dell’edilizia sostenibile, dell’efficienza e del risparmio energetico, della gestione dei cantieri, della legislazione che regola l’ecosostenibilità delle attività edilizie. I corsi sono rivolti a startupper, imprenditori e professionisti. Per architetti e ingegneri iscritti sono previsti crediti formativi. L’Academy è promossa come iniziativa di sistema, da Trentino Sviluppo, Ecoopera, Habitech, Green Building Council, Ordine degli Ingegneri di Trento.

Il workshop di lancio è in programma venerdì 29 marzo in Progetto Manifattura, presso la Sala Affreschi, a partire dalle ore 17.00. Sarà guidato da Maurizio Melis, conduttore di “Smart City” su Radio24. Intervengono Paola Moschini, architetto con esperienza nelle certificazioni Leed e fondatrice di Macro Design Studio, Nicola De Pisapia, ricercatore del Dipartimento di Scienze Cognitive dell’Università di Trento e advisor del Well Mind Board e Alessandro Franceschini, vicepresidente dell’Ordine degli Architetti del Trentino ed esperto di paesaggio e riqualificazioni urbane.

[Nella galleria, due momenti dell’evento. Foto di Paolo Pedrotti]