NOVITA’ IN EDICOLA: SENTIERI URBANI | URBAN TRACKS 26

Sentieri Urbani | Urban Tracks nr. 26

special issue | numero monografico
Italy is an internal area | L’Italia è un’area interna

edited by | a cura di
Paolo Pileri e Rossella Moscarelli

Con un’intervista a Enrico Borghi e un fotoreportage di Luca Chisté

Con scritti di: Enrico Borghi, Ilaria Borletti Buitoni, Matilde Casa, Marco Cassisa, Alberto Cestari, Federica Corrado, Riccardo Della Torre, Lorena Fiorini, Werner Hediger, Marc Herter, Sabrina Lucatelli, Daniela Luisi, Rossella Moscarelli, Gilles Novarina, Paolo Pileri, Leonardo Raito, Bernardino Romano, Vito Teti, Gabriella Trotta-Brambilla, Chiara Visentin.

Quell’area interna chiamata Italia

Le aree interne intrecciano i discorsi e i dibattiti sul rapporto tra aree urbane e rurali, sui piccoli comuni e sulla frammentazione amministrativa, sulla montagna e sui margini. Ecco perché in questo numero, per restituire un sintetico spaccato di cosa vuol dire oggi parlare di aree interne e di quali sfide pongono questi territori ai progettisti, ma anche a tutti i cittadini, sono stati coinvolti autori diversi, per interessi di ricerca, per formazione, per ruolo. Continue reading

NOVITA’ IL LIBRERIA: UN PROGETTO PER TRENTO

 

Le città sono oggi chiamate a grandi sfide che andranno a caratterizzare la loro evoluzione nei prossimi decenni. Sfide che anche Trento dovrà accogliere con coraggio e lungimiranza. E che si possono riassumere in cinque grandi temi: la capacità di creare connessioni veloci, il verde come valore paesaggistico, il risparmio di suolo agricolo, la percezione della sicurezza e l’implementazione della città intelligente.

Alessandro Franceschini, Marika Giovannini
Un progetto per Trento. Dalla città conciliare al territorio inclusivo: strategie per l’urbanistica, mappe per la comunità, idee per la politica
© maggio 2018

Edizione
BQE – Bi Quattro Editrice, Trento
Progetto grafico
Studio Bi Quattro, Trento
ISBN 978-88-906169-8-3

Il libro è in distribuzione presso le seguenti librerie di Trento:

Libreria Àncora
Via Santa Croce, 35
0461 274444

Libreria Einaudi Electa
Piazza Mostra, 8
0461 239838

Libreria Cartoleria Benigni
via R. Belenzani, 8
0461 980293

Libreria Mondadori
Via S. Pietro, 19
0461 263828

Libreria il Papiro
Via Giuseppe Grazioli, 37
0461 236671

 

NOVITA’ IN LIBRERIA: LE QUESTIONI DEL PAESAGGIO

Le «questioni» contenute in questo pamphlet vogliono percorrere un tratto di sentiero nella direzione della comprensione del tema del paesaggio. Ma non un sentiero in ambiente speculativo, come quello, ben più significante, di heideggeriana memoria. Semmai, un cammino accidentato e scosceso di montagna. Continue reading

UCT508: LA LEZIONE DEGLI ALPINI

L’esempio di Cesare Battisti

L’arrivo a Trento di cinquecentomila penne nere non rappresenta solo una festa spensierata per gli Alpini e per la città, ma può diventare una preziosa occasione per riflettere sul ruolo svolto – nella crescita e nell’emancipazione culturale del Trentino – da Cesare Battisti, intellettuale e politico socialista vissuto a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento e, per l’appunto, Maggiore degli Alpini, indossando la cui divisa fu arrestato dai soldati dell’Imperial-Regio Esercito austriaco e assassinato sulla forca del Castello del Buon Consiglio, nella tragica giornata del 12 luglio 1916.

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NOVITA’ IN EDICOLA: SENTIERI URBANI | URBAN TRACKS 25

Sentieri Urbani | Urban Tracks nr. 25

numero monografico | special issue
“Arcipelago Italia: cultura, creatività | Arcipelago Italia: culture, creativity”

a cura di | edited by
Gaia Sgaramella

Con un’intervista a Mario Cucinella

 

Costruire la città, tra patrimonio culturale e creativo

«Fare architettura è un’azione politica…». Citando una delle affermazioni di Mario Cucinella, curatore del Padiglione Italia della prossima Biennale di Architettura, non passa inosservato il messaggio che: fare architettura con la partecipazione è un modo di fare politica urbana e sociale, non per creare consenso, ma per intercettare «i desideri delle persone». La sfiducia nei confronti delle istituzioni politiche e nelle grandi promesse di cambiamento, ha portato gradualmente l’architettura a cambiare i suoi strumenti e la sua espressione, mettendo in discussione il ruolo stesso del tecnico/architetto. Così l’architettura ha perso l’essenza rappresentativa di chi la progetta, assumendo nuovi significati che derivano dalle rappresentazioni di chi la usa, rispondendo pragmaticamente a problemi tangibili dei cittadini.

Citando Jane Jacobs, sempre attuale, «non c’è alcuna logica che possa essere imposta dall’alto alla città, è la gente a generarla, ed è a essa, non agli edifici, che dobbiamo adattare i nostri piani».

Questo numero di Urban Tracks vuole indagare proprio questo. Partendo dalle potenzialità del patrimonio culturale, creativo e umano che caratterizza le tante «Italie» che compongo l’Arcipelago, il numero apre le porte a un tema che vede l’architettura parte dei processi di cambiamento e trasformazione urbana e territoriale, senza esserne però diretta protagonista. Quello che emergerà dai contributi legati alla scoperta del patrimonio (prima parte del numero) e dalle isole culturali e creative (seconda parte), è una ricchezza di significati che si lega al tema della rigenerazione urbana e territoriale, che spesso è frutto del semplice riconoscimento di un valore condiviso e delle necessità congiunte di una comunità.

[Dall’editoriale di Gaia Sagramella]

 

UCT507: MEGLIO BIOLOGICO

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Una scelta di campo

Per decenni siamo stati persuasi che il Trentino potesse competere anche sui grandi  Numeri: lo abbiamo fatto col turismo, cercando di trasformare i piccoli borghi delle nostre valli in tante minuscole «Cortine d’Ampezzo», avulse dalla nostra tradizione. E abbiamo cercato di farlo anche con l’agricoltura, provando ad innestare processi industriali e monoculturali su un tessuto rurale. Ora che i margini di sostegno economico della Provincia autonoma di Trento si sono ampiamente ridotti e adesso che la lotta sul mercato globale sta diventando sempre più aggressiva, i nodi sembrano arrivare al pettine, sia nell’uno che nell’altro settore.

Il Trentino è un minuscolo territorio, praticamente invisibile a scala planetaria. Un piccolo punto sulla carta geografica che non può tenere testa con i grandi competitor internazionali. Per una mera questione di numeri. Il solo campo sul quale possiamo giocare un qualche tipo di partita è quello dell’originalità, della «nicchia», come si sul dire, dell’autenticità. Se sapremo attivare questo tipo di proposta, nell’agricoltura, come nel turismo, come in qualsiasi comparto economico, potremo avere qualche speranza di essere notati e quindi di diventare interessanti e ricercati dal resto del mondo.

Questo numero di «Uomo, Città, Territorio» vuole parlare di una di queste potenziali nicchie, ovvero quella dell’agricoltura biologica. Ma non in maniera ideologica: lo facciamo non solo perché siamo convinti che l’agricoltura biologica rappresenti un approccio interessantissimo per ricostruire un equilibrio con il nostro ambiente, ma soprattutto perché crediamo che dentro questo tipo di agricoltura – e dei suoi derivati – possa nascondersi un interessante mercato economico, capace di produrre ricchezze per la nostra comunità. Una scelta che si proporrà sempre più come una inevitabile scelta di campo, per un territorio sempre più autentico e originale. Per un Trentino, in altre parole, sempre più competitivo.

UCT406: IL POTERE DELLE DONNE

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Una rivoluzione incompiuta

Checche se ne dica, quello che stiamo attraversando è il momento delle donne. La loro presenza attiva è invocata (e facilitata) – solitamente da parte di uomini saldamente collocati in posizioni di vertice – in ruoli di responsabilità a tutti i livelli della catena decisionale e dentro tutti gli enti e le istituzioni. S’invoca la presenza delle donne non solo, o non sempre, per un opportunistico buonismo di moda. Si riconosce il bisogno della loro presenza per le indiscusse capacità femminili di efficienza, forza di concertazione, tendenza alla condivisione. La partecipazione delle donne ai vertici amministrativi, politici e aziendali, garantisce trasparenza dei processi delle decisioni, rafforza il coinvolgimento di tutti i diversi portatori di interesse, limita i fenomeni di clientelismo in favore della meritocrazia.

Tuttavia la rivoluzione non è del tutto compiuta. Perché non stiamo ancora vedendo tutte le potenzialità che il «sesso debole» può esprimere dentro la società. Quello che manca, infatti, è l’attivazione di processi selettivi interni alle donne in grado di far emergere le migliori – e non le più disponibili o le più opportuniste. Le donne, insomma, devono imparare quello che gli uomini esercitano da secoli: ovvero il lento lavoro di costruzione della leadership, la preparazione paziente delle competenze manageriali e il faticoso esercizio della costruzione del consenso. Solo in questa maniera potrà dirsi compita fino in fondo l’emancipazione femminile: solo quando conterà davvero per tutti (donne e uomini) il merito, la competenza, la passione.

Questo numero di Uomo Città Territorio intende parlare di queste questioni. Lo fa a ridosso di marzo, ovvero il mese femminile per eccellenza. E in un momento storico in cui il vento sembra veramente cambiare, in favore dei diritti delle donne. Lo fa raccontando alcune storie d’eccellenza in rosa (che vanno dalle istituzioni museali, all’arte, al teatro) e attraverso la narrazione di alcuni episodi ed eventi che hanno cambiato la storia dell’evoluzione «di genere» nella società occidentale. Ma lo fa soprattutto con un auspicio: che il tempo della parità sia veramente prossimo ad arrivare e che si archivino velocemente discorsi e politiche che pur difendendo la donna, in realtà la trattano a mò di riserva indiana: attivando così l’aspetto più deleterio di una società basata sul potere maschile.

NOVITA’ IN EDICOLA: SENTIERI URBANI | URBAN TRACKS 24

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Sentieri Urbani | Urban Tracks nr. 24

numero monografico | special issue
“Oltre la città intelligente | Beyond the Smart City

a cura di | edited by
Maurizio Carta e Pino Scaglione

Con interviste a Carlo Ratti e Italo Rota

Gli scenari di sviluppo delle Smart Cities, le contraddizioni della loro breve ma impetuosa storia e le potenzialità di questo nuovo modo di vedere gli organismi urbani, sono al centro di questo denso numero di Sentieri Urbani | Urban Tracks, curato da Maurizio Carta e da Pino Scaglione. L’idea di mettere assieme i saggi raccolti in questo dossier trova la sua origine nella consapevolezza che, se da una parte le «città intelligenti» sono diventate un concetto di dominio pubblico, dall’altra e proprio per questo, rischiano di sfuggire dalle mani di chi tradizionalmente si occupa di pianificazione urbana, aprendo la strada ad esperienze di costruzione dello spazio urbano eccessivamente orientate alla dimensione tecnologia, perdendo così di vista le necessità del fruitore stesso della città: ovvero le donne e gli uomini che abitano il mondo.

Una delle caratteristiche della tecnologia, infatti, è quello di saper correre sempre più veloce della riflessione teorica sulle dinamiche urbane. Le generazioni di computer, oramai, si succedono con un ritmo sempre più serrato, senza lasciare il tempo per la loro comprensione e per il loro adattamento agli spazi di vita urbani. Il mondo corre più rapido dell’urbanistica e questo pone il pianificatore in una inedita posizione rispetto alla storia dell’uomo: non più – come era successo nel Novecento – anticipatore di modelli esistenziali destinati a diventare prassi collettive ma attore tra i molti, che cerca di dialogare con lo sviluppo informatico, interpretando le modalità attraverso le quali questi potentissimi mezzi di connessione possano migliorare la vita degli abitanti delle città.

Ma c’è un’altra ragione per la quale l’«intelligenza delle cose» applicata alla città merita un’attenzione particolare: per la prima volta dalla loro fondazione, avvenuta cinquemila anni fa, le città stanno cambiando alcuni importanti paradigmi fondativi: con l’avvento della rete di Internet e della tecnologia applicata all’elettronica, le città stanno diventando più interessanti per la loro parte immateriale rispetto a quella materiale. La città fatta di pietre e travi, in altre parole, sta cedendo il passo a quella fatta di onde elettromagnetiche e dispositivi portatili, sovvertendo definitivamente i principi sui quali le forme urbane sono state costruite, e ricostruite, lungo tutta la storia dell’umanità.

Questo numero di SU|UT risulta suddiviso in due parti: la prima («Dopo la Smart City») è dedicata alle declinazioni dell’intelligenza applicata allo spazio urbano e alle prospettive di sviluppo di questo nuovo modo di intendere la vita comunitaria dentro le città. Apre la sezione una intervista a Carlo Ratti, intellettuale che più di ogni altro ha lavorato sulla sottile linea di confine che separa la materialità della città e l’immaterialità della tecnologia: «Uno degli aspetti più importanti della Smart City – spiega il direttore del Senseable City Lab del Massachusetts Institute of Technology –è legato alle dinamiche di cambio di comportamento, ovvero come i cittadini stessi, avendo acquisto maggior consapevolezza dei problemi della città, possano promuovere il cambiamento introdotto dalle tecnologie digitali».

Questo cambiamento produce – e produrrà – sulla città interessanti modificazioni, alcune delle quali sono trattate nei saggi che articolano questa prima parte della rivista. A partire da quello di Maurizio Carta che ci invita a riflettere sulle potenzialità della «città aumentata». Scrive lo studioso: «La città aumentata pretende di percorrere la sfida del progetto e non solo quella della diagnosi. Le città devono perseguire la strada concreta di una creatività generatrice fatta di attenzione per i luoghi, di condivisioni di conoscenze, di cura delle identità, di recuperi di relazioni e di riattivazioni di produzioni che tornino ad alimentare cicli di vita, a coltivare i talenti degli abitanti, a rafforzare gli ecosistemi sociali, ad attrarre idee, a generare innovazione, a produrre nuove economie e a rafforzare reti di solidarietà».

I saggi che seguono, sono delle focalizzazione del tema, interpretando prospettive diverse legate alle sensibilità dei singoli autori. Da quella di Richard Ingersoll che guarda alle città europee dall’ottica del cambiamento climatico, a quella di Roberto Masiero che immagina qualcosa oltre l’organismo urbano, proponendo l’idea di un territorio intelligente per finire con quella di Aldo Bonomi, che riflette sull’idea di intelligenza legata al concetto di comunità. Consuelo Nava lavora sul tema della tecnologia nella spazio urbano e delle sue importanti relazioni con i concetti di resilienza e conoscenza. Il gruppo dell’Institute for Advanced Architecture of Catalonia (Areti Markopoulou, Marco Ingrassia, Angelos Chronis) presenta una concettualizzazione della «Design Participation», mentre Barbara Lino e Daniele Ronsivalle propongono rispettivamente una riflessioni sul tema dei luoghi marginali in cui si abilita l’intelligenza sociale e su quello della «rappresentazione» della città intelligente.

La seconda parte («Mobility e Smart Design») si apre con una intervista a uno dei protagonisti di questi cambiamenti epocali, Italo Rota che ci invita a riflettere sul tempo che stiamo vivendo, un periodo, spiega l’architetto, «straordinario, come pochi ce ne sono stati nella storia». Questo fermento «porterà a delle nuove forme urbane, che ancora non possiamo immaginare. Ma la soluzione vincente sarà quella capace di fare i conti con le esigenze della vita di noi umani. In questo scenario, sostiene Rota, «muterà anche il ruolo dell’architetto. Noi progettisti siamo invitati a passare dall’“Io” al “Noi”. Un cambio di paradigma epocale per una professione ancora tutta costruita sull’individualismo».

Gli articoli che seguono hanno la forza di aprire finestre sul tema del disegno della città intelligente. I contribuiti sono di Francesco Lipari (La città diventa «emozionale»), Federico Parolotto e Francesca Arcuri (Lo spazio e mobilità nella Smart City), Federica Ottone e Roberta Cocci Grifoni (e la loro interpretazione «genomica» della città) e Giulio Ceppi (Il design per la città e la città del design). Questi saggi ci aiutano a comporre il mosaico della città del futuro che s’intravvede al nostro orizzonte perché, come scrive Pino Scaglione, «sono davanti a noi e li possiamo già osservare, con attenzione, i segni della fisionomia, forma e futura struttura dei paesaggi urbani di domani e di quelli infrastrutturali, che ne sono l’ossatura “linfatica” portante».

Com’è nello stile di questa rivista, il numero monografico non vuole dare risposte conclusive e definitive ma, semmai, proporre interrogativi aperti a tutta la comunità scientifica degli urbanisti e degli appassionati di urbanistica. Quello che stiamo vivendo, infatti, è un periodo di cambiamenti epocali che investono direttamente anche gli organismi urbani, che credevamo immutabili – nella loro struttura – dalla notte dei tempi. Un cambio di prospettiva che non può trovare architetti e urbanisti impreparati, perché sarà sono grazie ad una attenta e efficace pianificazione strategica che la tecnologia applicata alla città potrà dare i suoi frutti migliori. Allorché la Tecnica non sarà solo un dispositivo intelligente fine a se stesso, ma un fattore capace di innalzare la qualità della vita di chi abita le città: nella gestione dei flussi, nel risparmio delle risorse ambientali, nel costruzione di uno spazio sempre più inclusivo e democratico.

 

NOVITA’ IN LIBRERIA: Willy Schweizer e Maria Grazia Piazzetta, ARCHITETTURA E SPAZIO ALPINO

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Willy Schweizer, Maria Grazia Piazzetta. Architettura e spazio alpino
a cura di Alessandro Franceschini
con fotografie di Luca Chistè
saggi di Danilo Balzan e Luciano Bolzoni
(LISt Lab, 2017)

Per comprendere alcune delle caratteristiche del lavoro degli architetti Willy Schweizer e Maria Grazia Piazzetta non è sufficiente indagare le peculiarità della loro formazione accademica (ovvero gli studi presso l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, diretto da Giuseppe Samonà durante gli anni Sessanta), ma è necessario capire in profondità le caratteristiche dello spazio antropicoentro il quale vivono e operano da oltre cinquant’anni. E in particolare il paesaggio culturale e architettonico a cui si sono riferiti nel corso della loro storia professionale e dal quale hanno tratto l’ispirazione figurativa e gli insegnamenti costruttivi che sono andati a caratterizzare la loro poetica. Si tratta dell’architettura rurale delle valli del Primiero, nel Trentino orientale: un’edilizia severa, austera, pulita, intimamente legata all’ambiente naturale dov’è stata costruita e che utilizza i materiali tipici della montagna.

NOVITA’ IN EDICOLA: SENTIERI URBANI | URBAN TRACKS 22

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Sentieri Urbani | Urban Tracks nr. 22

numero monografico | special issue
“Segni di confine | Urban bondaires”

a cura di | edited by
Andrea Mubi Brighenti, Cristina Mattiucci, Federico Rahola

Con un’intervista a Gianmarco Navarini

In questo numero di Sentieri Urbani | Urban Tracks, sono raccolte diverse ricerche che si muovono proprio nella direzione di un’analisi più attenta del dispositivo del confine. Il processo urbano contemporaneo, ci sembra, non è pensabile senza i confine e i suoi “segni”, proprio in quanto si tratta di un processo essenzialmente multiscalare: il precipitato per lo più caotico di dinamiche di diversa portata e temporalità eterogenee. L’esito di questa sovrapposizione si può definire nei termini dinamici di un continuo rescaling e di una serie di frizioni che si materializzano in altrettanti confini dentro la città.

 

Novita’ in edicola: Sentieri Urbani nr. 21

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Sentieri Urbani nr. 21
La città condivisa
a cura di Camilla Perrone e Bruno Zanon

Con un’intervista a John Forester

Con saggi di:
Silvia Alba, Fabrizio Andreis, Luigi Bobbio, Ruggero Bonisolli, Claudio Calvaresi, Francesca Cognetti, Silvia Ferrin, Francesco Gabbi, Sophie Guillain, Lucia Lancerin, Rodolfo Lewanski, Alfredo Mela, Liliana Padovani, Chiara Pignaris, Maddalena Rossi,  Laura Saija, Marianella Sclavi.

* * *

In questo numero di Sentieri Urbani vengono ospitati i contributi di alcuni degli autori più autorevoli che si sono occupati, da un punto di vista teorico e applicativo, del senso della partecipazione. Oltre a riflessioni di carattere generale, vengono presentate delle esperienze che tracciano un quadro assai stimolante delle diverse declinazioni date ai processi e alle esperienze relativi al coinvolgimento dei cittadini, alla progettazione partecipata, alle pratiche deliberative, alla cittadinanza attiva.

Novita’ in edicola: UCT489 – trento, quale piano urbanistico?

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Il numero 489 della rivista Uomo Città Territorio affronta il tema del Nuovo Prg della città di Trento, dando la parola agli esperti della pianificazione territoriale.
Con interviste a Ezio Micelli, Mosè Ricci, Giulio Ruggirello, Pino Scaglione, Bruno Zanon.
Con articoli di Alessandro Franceschini, Gianluca Nicolini, Beppo Toffolon, Vittoriano Uez.

In tutte le edicole del Trentino.
www.uct.tn.it

 

NOVITA’ IN BIBLIOTECA: ATTI DEL CONVEGNO “IL GOVERNO DEL TERRITORIO FRA CONOSCENZA, PARTECIPAZIONE E DISCERZIONALITA'”

Atti

Atti del Convegno “Il governo del territorio fra conoscenza, partecipazione e discrezionalità” svoltosi a Trento il 29 e il 30 gennaio 2016.

Con contributi di:
Roberta Vigotti, Giancarlo Coraggio, Carmine Volpe, Alessandro Franceschini, Armando Pozzi, Anna Simonati, Pierpaolo Grauso, Carlo Daldoss, Chiara Cacciavillani, Cristina Videtta, Alessio Scarcella, Antonio Cassatella, Alma Chiettini, Paola Lombardi, Giandomanico Falcon.

 

 

NOVITA’ IN LIBRERIA: parchi e giardini storici in Trentino

Parchi e Giardini Storici

 

Parchi e giardini storici in Trentino: tra arte, natura e memoria. Dalla catalogazione dei beni alla loro prima interpretazione

Volume 1 / saggi
Provincia autonoma di Trento, 2016

a cura di
Alessandro Pasetti Medin, con la collaborazione di Katia Malatesta

con i contributi di
Lia Camerlengo, Fabio Campolongo, Mariapia Cunico, Alessandro Franceschini, Fabrizio Fronza, Katia Malatesta, Cesare Micheletti, Claudio Micheletti, Alessandro Pasetti Medin, Loredana Ponticelli, Giuseppe Rallo, Angiola Turella, Cristiana Volpi, Luigi Zangheri

Un primo contributo multidisciplinare per la conoscenza d’insieme di un patrimonio ancora poco conosciuto, fragile e a rischio: così si presenta il doppio volume Parchi e giardini storici in Trentino: tra arte, natura e memoria, edito della Soprintendenza per i beni culturali a conclusione di un’ampia campagna di censimento e catalogazione. L’opera restituisce la complessità di aspetti – storici, storico-artistici, architettonici, botanici, forestali – che caratterizza queste architetture vegetali in equilibrio dinamico tra natura e artificio.

 

 

 

NOVITA’ IN LIBRERIA: QUARANTADUE PROSPETTIVE SUL TURISMO MONTANO

Quarantadueprospettive

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

BQE edizioni, a cura di Alessandro Franceschini, Trento, 2016

Questo volume raccoglie alcune interviste a personaggi del mondo delle istituzioni, dell’economia, del turismo e della cultura che hanno partecipato alle varie edizioni della Borsa internazionale del Turismo Montano. Nel corso degli anni la manifestazione ha raccolto numerosi contributi di idee, ed è sembrato opportuno organizzarli all’interno di un volume per dare nuova vita alle importanti suggestioni nate in seno alla Bitm. Si tratta di una serie di «focalizzazioni» sulle sfide dello sviluppo turistico in montagna, proposte da diverse angolature, ciascuna delle quali interessata alla crescita del comparto economico montano.

 

Novita’ in edicola: Sentieri Urbani nr. 20

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Sentieri Urbani nr. 20
La città resiliente
a cura di Carlo Gasparrini e Michelangelo Savino

Fotografie di Luca Chistè

Con saggi di:

Massimo Angrilli, Nina Artioli, Claudia Cassatella, Giovanni Caudo, Chiara Certomà, Silvia Cioli, Sergio De Cola, Emanuela De Marco, Luca D’Eusebio Vincenzo Donato, Marco Frey, Patrizia Gabellini, Carolina Giaimo, Carlo Gasparrini, Alessandra Glorialanza, Luca  Imberti, Rocco Lafratta, Elena Marchigiani, Daniel Modigliani, Giuseppe Orlando, Irene Poli, Chiara Ravagnan, Giulio Ruggirello, Eliana Saracino, Michelangelo Savino, Gaia Sgaramella, Anna Terracciano, Carmelo Torre, Luca Trepiedi, Silvia Viviani, Massimo Zupi

* * *

Resilienza è una parola che, seppure con antiche origini latine (resiliens -entis), solo recentemente è entrata a far parte del nostro vocabolario di uso comune e in particolare è utilizzata in alcuni campi specifici del sapere umano. Dall’ingegneria, dove indica la capacità di un materiale di assorbire energia di deformazione elastica, all’informatica, dove invece indica la capacità di un sistema di adattarsi alle condizioni d’uso e di resistere all’usura in modo da garantire la disponibilità dei servizi erogati; dalla psicologia, che utilizza il termine per indicare l’attitudine a far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici, all’ecologia, dove si dice della possibilità di una materia vivente di «autoripararsi» dopo un danno, o quella di una comunità o di un sistema ecologico di ritornare al suo stato iniziale, dopo essere stata sottoposta a una perturbazione che ha modificato quello stato; addirittura allo sport, dove vengono indicati resilienti gli atleti che hanno la determinazione a persistere nel perseguire gli obiettivi sfidanti, fronteggiando in maniera efficace le difficoltà e gli eventi negativi.

Negli ultimi tempi questo termine è diventato di uso corrente e sta vivendo un momento di rinnovata fortuna, per la sua capacità di interpretare in maniera opportuna le urgenze e definire le sfide del tempo che stiamo attraversando. Anche la disciplina urbanistica, dove le parole hanno la forza di sottendere approcci di studio, indirizzi di ricerca e temi di progetto di grande portata per la collettività, la parola resilienza viene impiegata con sorte favorevole. In questa prospettiva, il concetto si presta a essere un tema chiave della contemporaneità, proprio per la sua capacità di descrivere le potenzialità e i limiti dello spazio in cui viviamo e del ruolo che tecnici e progettisti possono avere nei suoi processi di trasformazione.

Sono stati i recenti eventi catastrofici avvenuti dentro e fuori il nostro Paese (i terremoti, i disastri conseguenti alle alluvioni, i grandi danni causati da rovinosi eventi idrogeologici) a farci capire come, in un tempo caratterizzato da una fortissima instabilità, diretta conseguenza dei grandi cambiamenti climatici in atto sulla Terra, una delle capacità più importanti degli organismi umani – e quindi dei territori urbanizzati e, soprattutto, delle città – sia appunto quella di aumentare il loro grado di adattamento alle mutazioni, che avvengono sempre con maggiore violenza e frequenza. Di qualsiasi natura esse siano, ambientale, economica o sociale. Se capiamo che questi fenomeni derivano essenzialmente dalle mutazioni climatiche che si riscontrano oggi su tutto il pianeta, come ci spiega Karl-Ludwig Schibel nell’intervista di apertura a questo numero di Sentieri Urbani, sappiamo anche che grandi cose possono essere fatte a livello locale, per mitigare quelli che sono gli effetti dettati dalle dinamiche globali. E queste azioni locali, che sono di natura non solo politica, ma anche tecnica, trovano nella pianificazione territoriale l’interlocutore privilegiato e nel progetto urbanistico lo strumento ideale.

Proprio per queste ragioni, negli ultimi anni, anche gli urbanisti hanno lavorato molto su questo tema, a cui sono stati dedicati progetti di ricerca, studi, seminari e conferenze. Ma non altrettanto è stato scritto, segno che si tratta di un argomento completamente nuovo, i cui contorni disciplinari sono ancora tutti da definire. Ecco perché questo numero di Sentieri Urbani ha l’ambizione di essere una prima pietra miliare di questo percorso di consapevolezza e di costruzione scientifica.

In questa monografia, curata da Carlo Gasparrini e Michelangelo Savino, sono raccolte, in forma antologica, alcune significative esperienze legate alla resilienza applicata all’urbanistica e alla pianificazione territoriale. Si tratta di buone pratiche variegate, che è possibile identificare all’interno di alcune categorie nelle quali è stato suddiviso il numero, e che devono essere intese come una prima mappatura delle esperienze e dei progetti realizzati o in via di implementazione nello sfaccettato panorama italiano.

Dopo due saggi di natura teorica, firmati dai curatori del numero, la monografia è essenzialmente costituita da un’approfondita trattazione delle esperienze sul tema in atto in Italia e intitolata «Verso una mappa delle città e dei territori resilienti». Questo parte monografica è a sua volta articolata in tre sezioni: «Questione ambientale e strategie  dattive nelle grandi città», dove vengono affrontati temi legati ai mutamenti climatici e delle loro conseguenze sul funzionamento (e sulla sopravvivenza) delle città di grandi dimensioni; «Esperienza di resilienza nella progettazione e gestione dei beni comuni: acque, suoli, energia, rifiuti, mobilità sostenibile», dove il tema della resilienza è declinato nei suoi fattori essenziali, ognuno visto come un ingranaggio imprescindibile del funzionamento dei territori e dei contesti urbani che intendono sviluppare capacità di adattamento ai mutamenti in atto; e «Soggetti e reti di soggetti economici e sociali per il riciclo urbano e forme di governance innovative», dove sono raccolti saggi legati soprattutto al tema della politica urbanistica e dei soggetti preposti a metterla in atto.

Chiude il numero una breve sezione dedicata a riflessioni di natura disciplinare, che  cercano di interrogarsi sulle caratteristiche scientifiche di questo tema e sulla necessità di un approccio multiforme e integrato, capace di coinvolgere tutte le discipline tradizionalmente legate all’urbanistica: dall’ingegneria all’ecologia, dall’economia alla giurisprudenza, dall’architettura alla progettazione paesistica.

L’auspicio è che questo numero di Sentieri Urbani – che, con questa monografia, festeggia le venti candeline – possa rappresentare al contempo il momento di arrivo di molte ricerche e il punto di partenza per nuovi approfondimenti disciplinari. Nella convinzione che è solo attraverso la condivisione delle idee e mediante la loro costante messa in discussione che l’urbanistica può realmente assolvere alla propria vocazione: ovvero quella essere una «scienza del futuro» – per usare la bella immagine di uno dei padri della disciplina, Giovanni Astengo – capace di costruire scenari di sviluppo per la città e il  territorio, con un chiaro obiettivo: quello di costruire contesti sempre più adatti alla crescita e alla conservazione delle comunità umane.

[dall’editoriale]

Novita’ in edicola: Sentieri Urbani nr. 19

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Sentieri Urbani nr. 19
Pianificazione territoriale e processi ecologici
a cura di Vincenzo Cribari e Davide Geneletti

Fotografie di Luca Chistè

Con saggi di:

Lucina Caravaggi, Chiara Cortinovis, Serena Ciabò, Micaela Delriu, Marcella Del Signore,  Almo Farina, Lorena Fiorini, Maria Rita Gisotti, Federica Gobattoni, Cordula Roser Gray, Cristina Imbroglini, Daniele La Rosa, Anna Lei, Antonio Leone, Nicola Lopez, Alessandro Marucci, Raffaele Pelorosso, Bernardino Romano, Uta Schirpke, Rocco Scolozzi, Gaia Sgaramella, Maurizio Siligardi, Linda Zardo, Francesco Zullo

* * *

Pianificazione territoriale, qualità dell’ambiente, ruolo dei servizi ecosistemici e nuovi strumenti a supporto delle decisioni che riguardano il governo del territorio, sono al centro di questo numero monografico di Sentieri Urbani. L’idea di affrontare questo tema è nata dalla consapevolezza del ruolo sempre più importante, svolto dall’ecologia dentro la disciplina urbanistica. Una sensibilità arrivata in Italia con un certo ritardo rispetto ad altri Paese, ma proprio per questo destinata a diventare progressivamente cruciale dentro i processi decisionali orientati alla trasformazione del suolo. In un contesto sempre più antropizzato come quello italiano, infatti, il ruolo esercitato dalle dinamiche ecologiche rappresenta oramai un’esigenza imprescindibile: non solo per permettere al sistema naturale lo svolgimento delle proprie funzioni vitali, ma soprattutto per fornire al tessuto urbano, sia esso denso o diffuso, quella dimensione ambientale sempre più necessaria per elevare la qualità della vita dentro i sistemi insediativi antropici.

La monografia, curata da Davide Geneletti e da Vincenzo Cribari, è stata immaginata divisa in due parti, secondo lo stile che caratterizza Sentieri Urbani: la prima dedicata a riflessioni principalmente di natura teorica, la seconda articolata in una sequenza di «casi studio», fra il locale e il globale, che hanno lo scopo di offrire uno spaccato delle esperienze, anche progettuali, che sono state recentemente messe in atto dentro e fuori la disciplina urbanistica.

Apre la prima parte un saggio di Almo Farina dedicato all’«ecoacustica» e alla sua applicazione nella gestione delle risorse ambientali. Farina intende studiare quell’«oggetto  complesso» che è il paesaggio a partire dalla sua accezione sonora. Una dimensione, quella acustica, che recentemente si è affiancata a quella più tradizionale visivo-percettiva, «espandendo in maniera significativa le potenzialità proattive dell’analisi dei paesaggi andando a completare analisi, diagnosi, e aspetti gestionali della pratica ecologica». Ci troviamo di fronte a nuovi strumenti teorici e metodologici della ricerca ecologica, che potranno fornire, già da domani, importanti suggerimenti a supporto della pianificazione.

Il gruppo di ricercatori guidato da Bernardino Romano sposta l’attenzione sul contesto della dispersione urbana, ovvero lo sprawl, quella «patologia insediativa» presente oramai in tutti i Paesi industrializzati, proponendo metodologie per perseguire una sistematica attuazione di progetti «capaci di ridurre la spontaneità tipologica e distributiva tipica degli attuali impianti espansivi». L’articolo firmato da Chiara Cortinovis, Linda Zardo e lo stesso Geneletti propone un percorso dentro nuovi strumenti di gestione ecologica a supporto della pianificazione urbana, attraverso una mappatura e valutazione dei servizi ecosistemici.

Chiudono la prima parte due saggi firmati, rispettivamente, da Lucina Caravaggi e da Maria Rita Gisotti. Il tema della rigenerazione e delle sue implicazioni con i processi ecologici è al centro della riflessione di Caravaggi, attraverso un’analisi critica di alcuni paesaggi rigenerati che oramai appartengono a una tradizione consolidata. L’ultimo saggio, infine, illustra l’importanza della progettazione delle reti ecologiche nella costruzione di un territorio ecologicamente meglio articolato, partendo dall’illustrazione di alcuni aspetti del Piano paesaggistico della Puglia e del Piano paesaggistico della Toscana.

La seconda parte della rivista è stata invece pensata come un prontuario di buone pratiche e di sperimentazioni sul tema oggetto del numero monografico. Cribari ci introduce in questa sezione, tracciando un percorso teso a far emergere l’uso dei riferimenti all’ecologia nelle discipline legate al progetto e il modo in cui questo concetto subisca delle modificazioni all’interno dei diversi ambiti afferenti all’architettura del paesaggio, all’urbanistica e alla pianificazione. Segue uno scritto di Micaela Deriu che illustra l’attività svolta in seno allo strumento della «Rete delle Riserve», con particolare attenzione al caso del Parco Fluviale della Sarca, in Trentino. Maurizio Siligardi pone l’attenzione sul «dialogo possibile» tra ecologia fluviale e urbanistica, invitando il lettore ad accantonare «visioni antropocentriche» nelle scelte di governo del territorio, preferendo il ruolo che ecologia e ambiente possono giocare «nell’ambito di un equilibrato processo pianificatorio». Anna Lei parte invece dall’agricoltura per illustrare buone pratiche messe in atto nella rigenerazione ambientale. Cristina Imbroglini, quasi a corollario dell’articolo di Caravaggi, propone un sintetico, ma puntuale regesto critico di alcuni progetti che costituiscono un riferimento obbligato in tema di rigenerazione. Daniele La Rosa affronta il tema dei servizi ecosistemici nelle Aree Non Urbanizzate nei sistemi metropolitani, visti come elementi imprescindibili per «mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici, per la creazione di connessioni ciclopedonali ed ecologiche, per il contenimento o annullamento dei processi di consumo di suolo». Il gruppo di studiosi rappresentato da Raffaele Pelorosso lavora su un tema particolare: la regolazione delle acque meteoriche nel verde urbano, proponendo un approccio modellistico orientato a individuare nuovi standard urbanistici. Chiude questa seconda parte un saggio di Rocco Scolozzi che interviene sui modelli dinamici per individuare il valore ricreativo di siti Natura2000, con lo scopo di comprendere la complessità di servizi ecosistemici.

Gli spunti offerti dai saggi contenuti in questo numero di Sentieri Urbani sono molti e tutti di estremo interesse. La disciplina urbanistica, infatti, sta attraversando un’importante fase di ripensamento dei propri fondamenti teorici. Da disciplina nata per costruire le città sta ora facendo sua la grande sfida della costruzione del territorio, inteso non solo nelle sue componenti antropiche, ma anche in quelle ambientali ed ecologiche. In questa prospettiva gli urbanisti sono chiamati ad arricchire il loro vocabolario di conoscenze e di esperienze provenienti da discipline affini, in primis le scienze naturali, quelle della terra e l’ecologia. L’obiettivo è, proprio grazie all’uso delle tessere di questi saperi a supporto della pianificazione, quello di rendere i nostri territori, miracolosamente sopravvissuti alla fortissima pressione antropica degli ultimi cinquant’anni, un degno contenitore delle  vicende dalla storia umana. Ancora per molti secoli.

[dall’editoriale]

NOVITA’ IN LIBRERIA: CATALOGO DELLA MOSTRA “IL QUARTIERE LE ALBERE A TRENTO. ARCHITETTURE E SPAZIO URBANO”

Promoweb

Sabato 19 marzo, evento di finissage della mostra fotografica di Luca Chistè, con la presentazione del catalogo.

La pubblicazione, uscita per i tipi della BQE Edizioni, contiene una prefazione di Giuseppe Ferrandi, Direttore del Museo Storico di Trento, e i saggi critici di Alessandro Franceschini (curatore della mostra) e di Enrico Gusella, curatore di rassegne, critico fotografico ed autore del libro: “Sulla Fotografia e oltre” (ed. Allemandi).

La presentazione del catalogo, sarà accompagnata dalla visione di un video che riproduce una navigazione virtuale della rassegna sulle Albere entro gli spazi espositivi del Museo Storico di Trento, le “Gallerie” di Piedicastello, realizzata con un software di rendering particolarmente attraente sotto il profilo della fruibilità.

L’appuntamento dell’evento è fissato per sabato 19 marzo, ad ore 18.00, presso le sale delle “Gallerie” di Piedicastello – Museo Storico a Trento.

Con Renzo Piano, sfogliano il volume, in occasione dell’inaugurazione della BUC, la Biblioteca Universitaria di Trento [ ‎21 ‎novembre ‎2016]