NOVITA’ IN EDICOLA: SENTIERI URBANI | URBAN TRACKS 26

Sentieri Urbani | Urban Tracks nr. 26

special issue | numero monografico
Italy is an internal area | L’Italia è un’area interna

edited by | a cura di
Paolo Pileri e Rossella Moscarelli

Con un’intervista a Enrico Borghi e un fotoreportage di Luca Chisté

Con scritti di: Enrico Borghi, Ilaria Borletti Buitoni, Matilde Casa, Marco Cassisa, Alberto Cestari, Federica Corrado, Riccardo Della Torre, Lorena Fiorini, Werner Hediger, Marc Herter, Sabrina Lucatelli, Daniela Luisi, Rossella Moscarelli, Gilles Novarina, Paolo Pileri, Leonardo Raito, Bernardino Romano, Vito Teti, Gabriella Trotta-Brambilla, Chiara Visentin.

Quell’area interna chiamata Italia

Le aree interne intrecciano i discorsi e i dibattiti sul rapporto tra aree urbane e rurali, sui piccoli comuni e sulla frammentazione amministrativa, sulla montagna e sui margini. Ecco perché in questo numero, per restituire un sintetico spaccato di cosa vuol dire oggi parlare di aree interne e di quali sfide pongono questi territori ai progettisti, ma anche a tutti i cittadini, sono stati coinvolti autori diversi, per interessi di ricerca, per formazione, per ruolo. La pluralità in questo caso non corre sul filo anaffettivo della par condicio solo per dar voce a tutti e salvare le apparenze, ma sulla ontologica necessità di ricostruire un quadro complesso, ricco, vario, critico e tanto più interessante quanto più sfaccettato. Questa complessità è sì, da una parte, la ricchezza stessa delle aree interne, la loro risorsa unica. Ma d’altra parte, è una possibile ombra che si allunga sinistra diventando un rischio silenzioso che spaventa e scoraggia chi se ne deve o può occupare. Ricostruire un mosaico così scomposto e variegato risulta, ed è risultato nel passato, difficile e a tratti disarmante. La complessità diventa valore quando si compone in una visione organica, dove la matrice comune è il necessario fil rouge che tiene assieme i singoli pezzi eterogenei, vari, diversificati. Questo per le aree interne appare come una necessità urgente e reale. Che interroga tutti noi invitandoci ad abbracciare un paradigma cooperativo ancora poco praticato. Il terreno comune sul quale lavorare deve avere un riferimento convinto nelle politiche nazionali arginando ogni tentazione alla frammentazione amministrativa, anche quando questa viene impropriamente chiamata sussidiarietà. La prima sezione di questo numero vuole fare un punto proprio sulle politiche pubbliche, italiane e non solo, che stanno cercando di sperimentare delle linee guida per la rigenerazione delle aree interne. Qui troviamo spunti di successo assieme al rendiconto di alcuni anni di esperienze recenti che già ci forniscono importanti dettagli per risintonizzare alcune politiche. Troviamo anche due testimonianze d’oltralpe, Francia e Svizzera, che ci offrono alcune note alternative dalle quali possiamo senza dubbio apprendere cose fruttuose e importabili. La seconda sezione del numero propone alcuni temi che permettono di approfondire il mondo legato alle aree interne, dall’immaginario creato intorno a questi luoghi al mito di un turismo salvifico, dalle montagne che stanno cercando un riscatto alle pianure rurali poste ai margini del grande sviluppo metropolitano, dai fallimenti delle passate politiche alle potenzialità di nuovi strumenti come la fusione o l’unione di comuni.

[Dall’editoriale di Paolo Pileri e Rossella Moscarelli]

 

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