UCT406: IL POTERE DELLE DONNE

2018-03-05-17-20

Una rivoluzione incompiuta

Checche se ne dica, quello che stiamo attraversando è il momento delle donne. La loro presenza attiva è invocata (e facilitata) – solitamente da parte di uomini saldamente collocati in posizioni di vertice – in ruoli di responsabilità a tutti i livelli della catena decisionale e dentro tutti gli enti e le istituzioni. S’invoca la presenza delle donne non solo, o non sempre, per un opportunistico buonismo di moda. Si riconosce il bisogno della loro presenza per le indiscusse capacità femminili di efficienza, forza di concertazione, tendenza alla condivisione. La partecipazione delle donne ai vertici amministrativi, politici e aziendali, garantisce trasparenza dei processi delle decisioni, rafforza il coinvolgimento di tutti i diversi portatori di interesse, limita i fenomeni di clientelismo in favore della meritocrazia.

Tuttavia la rivoluzione non è del tutto compiuta. Perché non stiamo ancora vedendo tutte le potenzialità che il «sesso debole» può esprimere dentro la società. Quello che manca, infatti, è l’attivazione di processi selettivi interni alle donne in grado di far emergere le migliori – e non le più disponibili o le più opportuniste. Le donne, insomma, devono imparare quello che gli uomini esercitano da secoli: ovvero il lento lavoro di costruzione della leadership, la preparazione paziente delle competenze manageriali e il faticoso esercizio della costruzione del consenso. Solo in questa maniera potrà dirsi compita fino in fondo l’emancipazione femminile: solo quando conterà davvero per tutti (donne e uomini) il merito, la competenza, la passione.

Questo numero di Uomo Città Territorio intende parlare di queste questioni. Lo fa a ridosso di marzo, ovvero il mese femminile per eccellenza. E in un momento storico in cui il vento sembra veramente cambiare, in favore dei diritti delle donne. Lo fa raccontando alcune storie d’eccellenza in rosa (che vanno dalle istituzioni museali, all’arte, al teatro) e attraverso la narrazione di alcuni episodi ed eventi che hanno cambiato la storia dell’evoluzione «di genere» nella società occidentale. Ma lo fa soprattutto con un auspicio: che il tempo della parità sia veramente prossimo ad arrivare e che si archivino velocemente discorsi e politiche che pur difendendo la donna, in realtà la trattano a mò di riserva indiana: attivando così l’aspetto più deleterio di una società basata sul potere maschile.

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