Novita’ in edicola: UCT489 – trento, quale piano urbanistico?

UCT_489

Il numero 489 della rivista Uomo Città Territorio affronta il tema del Nuovo Prg della città di Trento, dando la parola agli esperti della pianificazione territoriale.
Con interviste a Ezio Micelli, Mosè Ricci, Giulio Ruggirello, Pino Scaglione, Bruno Zanon.
Con articoli di Alessandro Franceschini, Gianluca Nicolini, Beppo Toffolon, Vittoriano Uez.

In tutte le edicole del Trentino.
www.uct.tn.it

 

NOVITA’ IN BIBLIOTECA: ATTI DEL CONVEGNO “IL GOVERNO DEL TERRITORIO FRA CONOSCENZA, PARTECIPAZIONE E DISCERZIONALITA'”

Atti

Atti del Convegno “Il governo del territorio fra conoscenza, partecipazione e discrezionalità” svoltosi a Trento il 29 e il 30 gennaio 2016.

Con contributi di:
Roberta Vigotti, Giancarlo Coraggio, Carmine Volpe, Alessandro Franceschini, Armando Pozzi, Anna Simonati, Pierpaolo Grauso, Carlo Daldoss, Chiara Cacciavillani, Cristina Videtta, Alessio Scarcella, Antonio Cassatella, Alma Chiettini, Paola Lombardi, Giandomanico Falcon.

 

 

NOVITA’ IN LIBRERIA: parchi e giardini storici in Trentino

Parchi e Giardini Storici

 

Parchi e giardini storici in Trentino: tra arte, natura e memoria. Dalla catalogazione dei beni alla loro prima interpretazione

Volume 1 / saggi
Provincia autonoma di Trento, 2016

a cura di
Alessandro Pasetti Medin, con la collaborazione di Katia Malatesta

con i contributi di
Lia Camerlengo, Fabio Campolongo, Mariapia Cunico, Alessandro Franceschini, Fabrizio Fronza, Katia Malatesta, Cesare Micheletti, Claudio Micheletti, Alessandro Pasetti Medin, Loredana Ponticelli, Giuseppe Rallo, Angiola Turella, Cristiana Volpi, Luigi Zangheri

Un primo contributo multidisciplinare per la conoscenza d’insieme di un patrimonio ancora poco conosciuto, fragile e a rischio: così si presenta il doppio volume Parchi e giardini storici in Trentino: tra arte, natura e memoria, edito della Soprintendenza per i beni culturali a conclusione di un’ampia campagna di censimento e catalogazione. L’opera restituisce la complessità di aspetti – storici, storico-artistici, architettonici, botanici, forestali – che caratterizza queste architetture vegetali in equilibrio dinamico tra natura e artificio.

 

 

 

NOVITA’ IN LIBRERIA: QUARANTADUE PROSPETTIVE SUL TURISMO MONTANO

Quarantadueprospettive

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

BQE edizioni, a cura di Alessandro Franceschini, Trento, 2016

Questo volume raccoglie alcune interviste a personaggi del mondo delle istituzioni, dell’economia, del turismo e della cultura che hanno partecipato alle varie edizioni della Borsa internazionale del Turismo Montano. Nel corso degli anni la manifestazione ha raccolto numerosi contributi di idee, ed è sembrato opportuno organizzarli all’interno di un volume per dare nuova vita alle importanti suggestioni nate in seno alla Bitm. Si tratta di una serie di «focalizzazioni» sulle sfide dello sviluppo turistico in montagna, proposte da diverse angolature, ciascuna delle quali interessata alla crescita del comparto economico montano.

 

Novita’ in edicola: Sentieri Urbani nr. 20

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Sentieri Urbani nr. 20
La città resiliente
a cura di Carlo Gasparrini e Michelangelo Savino

Fotografie di Luca Chistè

Con saggi di:

Massimo Angrilli, Nina Artioli, Claudia Cassatella, Giovanni Caudo, Chiara Certomà, Silvia Cioli, Sergio De Cola, Emanuela De Marco, Luca D’Eusebio Vincenzo Donato, Marco Frey, Patrizia Gabellini, Carolina Giaimo, Carlo Gasparrini, Alessandra Glorialanza, Luca  Imberti, Rocco Lafratta, Elena Marchigiani, Daniel Modigliani, Giuseppe Orlando, Irene Poli, Chiara Ravagnan, Giulio Ruggirello, Eliana Saracino, Michelangelo Savino, Gaia Sgaramella, Anna Terracciano, Carmelo Torre, Luca Trepiedi, Silvia Viviani, Massimo Zupi

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Resilienza è una parola che, seppure con antiche origini latine (resiliens -entis), solo recentemente è entrata a far parte del nostro vocabolario di uso comune e in particolare è utilizzata in alcuni campi specifici del sapere umano. Dall’ingegneria, dove indica la capacità di un materiale di assorbire energia di deformazione elastica, all’informatica, dove invece indica la capacità di un sistema di adattarsi alle condizioni d’uso e di resistere all’usura in modo da garantire la disponibilità dei servizi erogati; dalla psicologia, che utilizza il termine per indicare l’attitudine a far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici, all’ecologia, dove si dice della possibilità di una materia vivente di «autoripararsi» dopo un danno, o quella di una comunità o di un sistema ecologico di ritornare al suo stato iniziale, dopo essere stata sottoposta a una perturbazione che ha modificato quello stato; addirittura allo sport, dove vengono indicati resilienti gli atleti che hanno la determinazione a persistere nel perseguire gli obiettivi sfidanti, fronteggiando in maniera efficace le difficoltà e gli eventi negativi.

Negli ultimi tempi questo termine è diventato di uso corrente e sta vivendo un momento di rinnovata fortuna, per la sua capacità di interpretare in maniera opportuna le urgenze e definire le sfide del tempo che stiamo attraversando. Anche la disciplina urbanistica, dove le parole hanno la forza di sottendere approcci di studio, indirizzi di ricerca e temi di progetto di grande portata per la collettività, la parola resilienza viene impiegata con sorte favorevole. In questa prospettiva, il concetto si presta a essere un tema chiave della contemporaneità, proprio per la sua capacità di descrivere le potenzialità e i limiti dello spazio in cui viviamo e del ruolo che tecnici e progettisti possono avere nei suoi processi di trasformazione.

Sono stati i recenti eventi catastrofici avvenuti dentro e fuori il nostro Paese (i terremoti, i disastri conseguenti alle alluvioni, i grandi danni causati da rovinosi eventi idrogeologici) a farci capire come, in un tempo caratterizzato da una fortissima instabilità, diretta conseguenza dei grandi cambiamenti climatici in atto sulla Terra, una delle capacità più importanti degli organismi umani – e quindi dei territori urbanizzati e, soprattutto, delle città – sia appunto quella di aumentare il loro grado di adattamento alle mutazioni, che avvengono sempre con maggiore violenza e frequenza. Di qualsiasi natura esse siano, ambientale, economica o sociale. Se capiamo che questi fenomeni derivano essenzialmente dalle mutazioni climatiche che si riscontrano oggi su tutto il pianeta, come ci spiega Karl-Ludwig Schibel nell’intervista di apertura a questo numero di Sentieri Urbani, sappiamo anche che grandi cose possono essere fatte a livello locale, per mitigare quelli che sono gli effetti dettati dalle dinamiche globali. E queste azioni locali, che sono di natura non solo politica, ma anche tecnica, trovano nella pianificazione territoriale l’interlocutore privilegiato e nel progetto urbanistico lo strumento ideale.

Proprio per queste ragioni, negli ultimi anni, anche gli urbanisti hanno lavorato molto su questo tema, a cui sono stati dedicati progetti di ricerca, studi, seminari e conferenze. Ma non altrettanto è stato scritto, segno che si tratta di un argomento completamente nuovo, i cui contorni disciplinari sono ancora tutti da definire. Ecco perché questo numero di Sentieri Urbani ha l’ambizione di essere una prima pietra miliare di questo percorso di consapevolezza e di costruzione scientifica.

In questa monografia, curata da Carlo Gasparrini e Michelangelo Savino, sono raccolte, in forma antologica, alcune significative esperienze legate alla resilienza applicata all’urbanistica e alla pianificazione territoriale. Si tratta di buone pratiche variegate, che è possibile identificare all’interno di alcune categorie nelle quali è stato suddiviso il numero, e che devono essere intese come una prima mappatura delle esperienze e dei progetti realizzati o in via di implementazione nello sfaccettato panorama italiano.

Dopo due saggi di natura teorica, firmati dai curatori del numero, la monografia è essenzialmente costituita da un’approfondita trattazione delle esperienze sul tema in atto in Italia e intitolata «Verso una mappa delle città e dei territori resilienti». Questo parte monografica è a sua volta articolata in tre sezioni: «Questione ambientale e strategie  dattive nelle grandi città», dove vengono affrontati temi legati ai mutamenti climatici e delle loro conseguenze sul funzionamento (e sulla sopravvivenza) delle città di grandi dimensioni; «Esperienza di resilienza nella progettazione e gestione dei beni comuni: acque, suoli, energia, rifiuti, mobilità sostenibile», dove il tema della resilienza è declinato nei suoi fattori essenziali, ognuno visto come un ingranaggio imprescindibile del funzionamento dei territori e dei contesti urbani che intendono sviluppare capacità di adattamento ai mutamenti in atto; e «Soggetti e reti di soggetti economici e sociali per il riciclo urbano e forme di governance innovative», dove sono raccolti saggi legati soprattutto al tema della politica urbanistica e dei soggetti preposti a metterla in atto.

Chiude il numero una breve sezione dedicata a riflessioni di natura disciplinare, che  cercano di interrogarsi sulle caratteristiche scientifiche di questo tema e sulla necessità di un approccio multiforme e integrato, capace di coinvolgere tutte le discipline tradizionalmente legate all’urbanistica: dall’ingegneria all’ecologia, dall’economia alla giurisprudenza, dall’architettura alla progettazione paesistica.

L’auspicio è che questo numero di Sentieri Urbani – che, con questa monografia, festeggia le venti candeline – possa rappresentare al contempo il momento di arrivo di molte ricerche e il punto di partenza per nuovi approfondimenti disciplinari. Nella convinzione che è solo attraverso la condivisione delle idee e mediante la loro costante messa in discussione che l’urbanistica può realmente assolvere alla propria vocazione: ovvero quella essere una «scienza del futuro» – per usare la bella immagine di uno dei padri della disciplina, Giovanni Astengo – capace di costruire scenari di sviluppo per la città e il  territorio, con un chiaro obiettivo: quello di costruire contesti sempre più adatti alla crescita e alla conservazione delle comunità umane.

[dall’editoriale]

Novita’ in edicola: Sentieri Urbani nr. 19

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Sentieri Urbani nr. 19
Pianificazione territoriale e processi ecologici
a cura di Vincenzo Cribari e Davide Geneletti

Fotografie di Luca Chistè

Con saggi di:

Lucina Caravaggi, Chiara Cortinovis, Serena Ciabò, Micaela Delriu, Marcella Del Signore,  Almo Farina, Lorena Fiorini, Maria Rita Gisotti, Federica Gobattoni, Cordula Roser Gray, Cristina Imbroglini, Daniele La Rosa, Anna Lei, Antonio Leone, Nicola Lopez, Alessandro Marucci, Raffaele Pelorosso, Bernardino Romano, Uta Schirpke, Rocco Scolozzi, Gaia Sgaramella, Maurizio Siligardi, Linda Zardo, Francesco Zullo

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Pianificazione territoriale, qualità dell’ambiente, ruolo dei servizi ecosistemici e nuovi strumenti a supporto delle decisioni che riguardano il governo del territorio, sono al centro di questo numero monografico di Sentieri Urbani. L’idea di affrontare questo tema è nata dalla consapevolezza del ruolo sempre più importante, svolto dall’ecologia dentro la disciplina urbanistica. Una sensibilità arrivata in Italia con un certo ritardo rispetto ad altri Paese, ma proprio per questo destinata a diventare progressivamente cruciale dentro i processi decisionali orientati alla trasformazione del suolo. In un contesto sempre più antropizzato come quello italiano, infatti, il ruolo esercitato dalle dinamiche ecologiche rappresenta oramai un’esigenza imprescindibile: non solo per permettere al sistema naturale lo svolgimento delle proprie funzioni vitali, ma soprattutto per fornire al tessuto urbano, sia esso denso o diffuso, quella dimensione ambientale sempre più necessaria per elevare la qualità della vita dentro i sistemi insediativi antropici.

La monografia, curata da Davide Geneletti e da Vincenzo Cribari, è stata immaginata divisa in due parti, secondo lo stile che caratterizza Sentieri Urbani: la prima dedicata a riflessioni principalmente di natura teorica, la seconda articolata in una sequenza di «casi studio», fra il locale e il globale, che hanno lo scopo di offrire uno spaccato delle esperienze, anche progettuali, che sono state recentemente messe in atto dentro e fuori la disciplina urbanistica.

Apre la prima parte un saggio di Almo Farina dedicato all’«ecoacustica» e alla sua applicazione nella gestione delle risorse ambientali. Farina intende studiare quell’«oggetto  complesso» che è il paesaggio a partire dalla sua accezione sonora. Una dimensione, quella acustica, che recentemente si è affiancata a quella più tradizionale visivo-percettiva, «espandendo in maniera significativa le potenzialità proattive dell’analisi dei paesaggi andando a completare analisi, diagnosi, e aspetti gestionali della pratica ecologica». Ci troviamo di fronte a nuovi strumenti teorici e metodologici della ricerca ecologica, che potranno fornire, già da domani, importanti suggerimenti a supporto della pianificazione.

Il gruppo di ricercatori guidato da Bernardino Romano sposta l’attenzione sul contesto della dispersione urbana, ovvero lo sprawl, quella «patologia insediativa» presente oramai in tutti i Paesi industrializzati, proponendo metodologie per perseguire una sistematica attuazione di progetti «capaci di ridurre la spontaneità tipologica e distributiva tipica degli attuali impianti espansivi». L’articolo firmato da Chiara Cortinovis, Linda Zardo e lo stesso Geneletti propone un percorso dentro nuovi strumenti di gestione ecologica a supporto della pianificazione urbana, attraverso una mappatura e valutazione dei servizi ecosistemici.

Chiudono la prima parte due saggi firmati, rispettivamente, da Lucina Caravaggi e da Maria Rita Gisotti. Il tema della rigenerazione e delle sue implicazioni con i processi ecologici è al centro della riflessione di Caravaggi, attraverso un’analisi critica di alcuni paesaggi rigenerati che oramai appartengono a una tradizione consolidata. L’ultimo saggio, infine, illustra l’importanza della progettazione delle reti ecologiche nella costruzione di un territorio ecologicamente meglio articolato, partendo dall’illustrazione di alcuni aspetti del Piano paesaggistico della Puglia e del Piano paesaggistico della Toscana.

La seconda parte della rivista è stata invece pensata come un prontuario di buone pratiche e di sperimentazioni sul tema oggetto del numero monografico. Cribari ci introduce in questa sezione, tracciando un percorso teso a far emergere l’uso dei riferimenti all’ecologia nelle discipline legate al progetto e il modo in cui questo concetto subisca delle modificazioni all’interno dei diversi ambiti afferenti all’architettura del paesaggio, all’urbanistica e alla pianificazione. Segue uno scritto di Micaela Deriu che illustra l’attività svolta in seno allo strumento della «Rete delle Riserve», con particolare attenzione al caso del Parco Fluviale della Sarca, in Trentino. Maurizio Siligardi pone l’attenzione sul «dialogo possibile» tra ecologia fluviale e urbanistica, invitando il lettore ad accantonare «visioni antropocentriche» nelle scelte di governo del territorio, preferendo il ruolo che ecologia e ambiente possono giocare «nell’ambito di un equilibrato processo pianificatorio». Anna Lei parte invece dall’agricoltura per illustrare buone pratiche messe in atto nella rigenerazione ambientale. Cristina Imbroglini, quasi a corollario dell’articolo di Caravaggi, propone un sintetico, ma puntuale regesto critico di alcuni progetti che costituiscono un riferimento obbligato in tema di rigenerazione. Daniele La Rosa affronta il tema dei servizi ecosistemici nelle Aree Non Urbanizzate nei sistemi metropolitani, visti come elementi imprescindibili per «mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici, per la creazione di connessioni ciclopedonali ed ecologiche, per il contenimento o annullamento dei processi di consumo di suolo». Il gruppo di studiosi rappresentato da Raffaele Pelorosso lavora su un tema particolare: la regolazione delle acque meteoriche nel verde urbano, proponendo un approccio modellistico orientato a individuare nuovi standard urbanistici. Chiude questa seconda parte un saggio di Rocco Scolozzi che interviene sui modelli dinamici per individuare il valore ricreativo di siti Natura2000, con lo scopo di comprendere la complessità di servizi ecosistemici.

Gli spunti offerti dai saggi contenuti in questo numero di Sentieri Urbani sono molti e tutti di estremo interesse. La disciplina urbanistica, infatti, sta attraversando un’importante fase di ripensamento dei propri fondamenti teorici. Da disciplina nata per costruire le città sta ora facendo sua la grande sfida della costruzione del territorio, inteso non solo nelle sue componenti antropiche, ma anche in quelle ambientali ed ecologiche. In questa prospettiva gli urbanisti sono chiamati ad arricchire il loro vocabolario di conoscenze e di esperienze provenienti da discipline affini, in primis le scienze naturali, quelle della terra e l’ecologia. L’obiettivo è, proprio grazie all’uso delle tessere di questi saperi a supporto della pianificazione, quello di rendere i nostri territori, miracolosamente sopravvissuti alla fortissima pressione antropica degli ultimi cinquant’anni, un degno contenitore delle  vicende dalla storia umana. Ancora per molti secoli.

[dall’editoriale]

Trento: un disegno per Piedicastello / 2

Piedicastello - logo

Il 19 febbraio Italia Nostra e il Comitato per Piedicastello hanno invitato cittadini, progettisti, pianificatori e amanti della città a produrre “un disegno che predisponga il terreno”. Cioè uno schema per ordinare questa importante parte della nostra città. Non solo per le esigenze di oggi – che già variano di giorno in giorno – ma anche per quelle future: un disegno per tracciare i segni permanenti all’interno dei quali disporre le attività e organizzare i bisogni – forse imprevedibili – che emergeranno. Ora è tempo di mostrare le proposte pervenute, per capire cosa esprimono, cosa propongono, in che modo possono aiutarci a delineare scenari futuri, a scegliere in che modo procedere.

L’incontro è promosso da: Italia Nostra, Comitato per Piedicastello.

Partecipano:

Beppo Toffolon | Presidente di Italia Nostra sezione trentina
Paolo Biasioli |Assessore all’urbanistica del Comune di Trento
Alessandro Franceschini | Vicepresidente dell’Ordine degli architetti PPC
William Belli | moderatore

Venerdì 6 maggio – ore 20.30
Piedicastello, Sala riunioni di via Verruca

LA VERNICE: Camillo Zucchelli, architetto e urbanista

 

L’Associazione Mnemoteca del Basso Sarca e Berlanda Project sono lieti di invitare

sabato 30 aprile 2016 alle ore 17 presso lo showroom Berlanda Project, via S.Caterina 43, ad Arco

all’inaugurazione della mostra di progetti, disegni, oggetti

Camillo Zucchelli, architetto e urbanista – Arco

Saranno presenti Alessandro Franceschini, vice presidente dell’Ordine degli Architetti PPC della provincia di Trento e Roberta Giovanna Arcaini, PAT Soprintendenza per i Beni culturali.
Seguirà cocktail

La mostra resterà aperta fino al 30 novembre in orario negozio.

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(Un momento dell’inaugurazione. Al microfono, a sinistra, Ivana Franceschi)

L’EVENTO: PRESENTAZIONE DEL PROGETTO “TRENTO CITY FAIR”

vista da Muse

UN POLO ESPOSITIVOPER TRENTO
Uno dei temi cruciali nella riconfigurazione urbanistica di Trento è quello della ricollocazione del polo fieristico, costretto ad abbandonare l’attuale sede presso le ex aziende agrarie. Si tratta di un’occasione importante per ripensare una funzione chiave per il futuro del capoluogo trentino, che dovrà avere la capacità di essere un «pezzo di città» autentico, ancorato alla sua vocazione e in grado di dialogare con il resto del tessuto urbano.
Allo scopo di fornire elementi di discussione su questa importante partita urbanistica, i tecnici di QUADROSTUDIO propongono agli amministratori, agli operatori economici e ai cittadini di Trento un incontro durante il quale verrà presentata un’inedita proposta progettuale urbanistico-architettonica che mira a creare un polo fieristico moderno e originale, collocato dentro il centro cittadino.

TRENTO CITY FAIR
Una proposta per un polo fieristico nel capoluogo

Presenteranno il progetto
Arch. Alessandro Franceschini
Ing. Giulio Ruggirello

Arch. Alessia Castelluzzo
Arch. Chiara Castelluzzo
Ing. Gaia Sgaramella

Muse – Museo delle Scienze del Trentino
Aula della sala espositiva (piano terra)

Venerdì 8 aprile ad ore 18.00

Tutti gli interessati sono invitati a partecipare
Informazioni: info@quadrostudio.net

 

IL CONVEGNO: la grande bellezza: alla riscoperta dell’emozione del viaggio

CONVEGNO MUSE - 22 APRILE 2016

 

Una delle cifre della modernità è sicuramente l’esasperazione del concetto di connessione fisica: oggi si viaggia solo per arrivare al più presto ad una destinazione. E il viaggio perde così l’opportunità di essere un’esperienza più ampia, capace di mettere a contatto il viaggiatore con la natura e le culture diverse che di volta in volta attraversa. Anche nei siti Unesco prevale questo concetto di viaggio che è solo temporale e non esperienziale. La velocità annulla il rapporto con il paesaggio e la possibilità di apprezzare la bellezza del territorio che s’intende visitare. Il mezzo utilizzato negli spostamenti è complice di questa dicotomia. Chi è alla guida di un veicolo è impegnato al volante; e chi viaggia al seguito è spesso distratto dalle tecnologie a bordo, che rendono il mezzo una sorta di “non-luogo” chiuso e autoreferenziale, refrattario a quanto avviene nel suo intorno. Il viaggio, allora, diventa cieco; il panorama e il territorio vengono cancellati dalla nostra memoria di viaggiatori.
Questo convegno intende avviare una riflessione mirante a riscoprire il ritmo e i percorsi del viaggio, sollecitando politiche che sappiano investire in trasporto pubblico: treni e bus per tornare ad ammirare comodamente la bellezza del territorio che ci circonda. In questa prospettiva, la ferrovia si pone come strumento d’eccellenza nella riscoperta di queste emozioni che un territorio turistico come quello delle Dolomiti e delle Alpi devono tornare a saper offrire.

L’EVENTO: PROSSIMA FERMATA FUTURA TRENTO

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A5_2QUALI SONO LE CARATTERISTICHE DI UNA SMART CITY?

Futura Trento propone un percorso in per scoprirlo insieme 22 tappe. Un tema per ognuna delle linee del servizio pubblico urbano. Un modo diverso per incontrarsi, condividere conoscenze, ragionare insieme del futuro della città.

Martedì 12 aprile nella fascia oraria  15.00-16.00 Alessandro Franceschini affronterà il tema delle #PERIFERIE.

Appuntamento 15 minuti prima della partenza sotto l’orologio della stazione dei treni in Piazza Dante.

www.futuratrento.it