NOVITA’ IN LIBRERIA: CATALOGO DELLA MOSTRA “IL QUARTIERE LE ALBERE A TRENTO. ARCHITETTURE E SPAZIO URBANO”

Promoweb

Sabato 19 marzo, evento di finissage della mostra fotografica di Luca Chistè, con la presentazione del catalogo.

La pubblicazione, uscita per i tipi della BQE Edizioni, contiene una prefazione di Giuseppe Ferrandi, Direttore del Museo Storico di Trento, e i saggi critici di Alessandro Franceschini (curatore della mostra) e di Enrico Gusella, curatore di rassegne, critico fotografico ed autore del libro: “Sulla Fotografia e oltre” (ed. Allemandi).

La presentazione del catalogo, sarà accompagnata dalla visione di un video che riproduce una navigazione virtuale della rassegna sulle Albere entro gli spazi espositivi del Museo Storico di Trento, le “Gallerie” di Piedicastello, realizzata con un software di rendering particolarmente attraente sotto il profilo della fruibilità.

L’appuntamento dell’evento è fissato per sabato 19 marzo, ad ore 18.00, presso le sale delle “Gallerie” di Piedicastello – Museo Storico a Trento.

A Buongiorno da RTTR si parla di urbanistica

 

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Giovedì 25 febbraio Alessandro Franceschini è stato ospite di “Buongiorno da RTTR”, condotto da Paola Siano, dove si è parlato di città, di progetto urbano e dell’imminente revisione del PRG di Trento annunciato dall’amministrazione comunale del capoluogo trentino.

GUARDA LA PUNTATA
http://www.radioetv.it/rttr/programmi/item/93-buongiorno-da-rttr#monitor

 

 

 

L’evento: Trento: quali temi per la nuova pianificazione?

Temi

Trento: quali temi per la nuova pianificazione?
Le Gallerie di Piedicastello (Trento)
11/18/25 febbraio 2016

Quale idea di città?
In occasione dell’esposizione fotografica di Luca Chistè dedicata al quartiere Le Albere di Trento, il Consiglio dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Trento organizza tre incontri di approfondimento e di discussione sul futuro del capoluogo trentino. La città di Trento, infatti, si sta avviando verso un’importante fase di pianificazione, grazie all’imminente revisione del piano regolatore generale. I temi che possono essere elaborati in prospettiva del nuovo strumento urbanistico sono molti e urgenti: da un moderno sistema della mobilità alla nuova dimensione del verde, fino alla rigenerazione delle aree abbandonate o da riqualificare.

Tre incontri per tre temi
L’obiettivo degli incontri è quello di stimolare il dibattito sul futuro del capoluogo. Interverranno amministratori, docenti universitari, funzionari, liberi professionisti ai quali sarà chiesto di fornire stimoli e indicazioni per pensare al nuovo strumento urbanistico in maniera corale, portando un contributo per delineare un’idea della Trento del futuro. Gli incontri saranno condotti da Alessandro Franceschini e introdotti da un video curato da Gianluca Nicolini. Durante il primo incontro presenteranno l’evento la presidente dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Trento Susanna Serafini e il sindaco di Trento Alessandro Andreatta.


IL SERVIZIO ANDATO IN ONDA SU RTTR

Verso una nuova mobilità urbana
Giovedì 11 febbraio 2016, ore 18.00
Una città moderna deve esserlo prima di tutto nella gestione della mobilità urbana, sia essa veicolare che ciclo-pedonale. Nel caso specifico della città di Trento, la sfida è oggi più che mai aperta, a causa della crescita, nelle aree suburbane, di grandi attrattori di traffico (il polo universitario sulla collina, il futuro nuovo ospedale a Trento sud…) che obbligano a riflettere seriamente sul tipo di mobilità di cui la città si deve dotare. Quali sono le sfide in tema di trasporti che la città di Trento deve affrontare? Quali le dinamiche sovracomunali che interesseranno il capoluogo? In che maniera collina e fondovalle possono dialogare? Quali sono i sistemi di mobilità che possono essere adottati per rendere la città interconnessa e moderna?
Ne discutono
Ing. Marco Cattani | Trentino Trasporti S.p.a.
Ing. Helmuth Moroder | Libero professionista
Ing. Giulio Ruggirello | Libero professionista
Arch. Giuliano Stelzer | Comune di Trento
Intervengono
Assessore Italo Gilmozzi | Comune di Trento
Assessore Mauro Gilmozzi | Provincia autonoma di Trento

Trento, una città-paesaggio?
Giovedì 18 febbraio 2016, ore 18.00  
Un tema “negletto” – con il quale la pianificazione del capoluogo trentino non si è mai confrontata con la necessaria serietà – è quello della pianificazione del verde, sia esso agricolo che ludico-naturale. Eppure, per una città alpina fortemente inserita in un contesto di pregio ambientale come Trento, si tratta di un tema di grande attualità che deve entrare con forza dentro i programmi di pianificazione contemplabili nel nuovo Prg. In che maniera tessuto urbano e tessuto ambientale si possono intrecciare ed arricchire reciprocamente? Quali sono le sfide che il nuovo piano urbanistico dovrà affrontare?         Ne discutono
Dott. Tiziano Brunialti | Comune di Trento
Prof. Giuseppe Scaglione | Università di Trento
Arch. Giorgio Tecilla | Osservatorio del Paesaggio PAT
Arch. Beppo Toffolon | Italia Nostra
Intervengono
Assessore Roberto Stanchina | Comune di Trento
Dirigente Fabrizio Dagostin | Servizio Agricoltura della PAT

Riciclare il centro storico, rigenerare le periferie
Giovedì 25 febbraio 2016, ore 18.00
Grazie anche alla nuova legge urbanistica, adottata dalla Provincia autonoma di Trento nell’agosto 2015, il Trentino si sta avviando verso l’obiettivo “consumo di suolo zero”. Questo significa intervenire sull’esistente, attivando serie politiche di rigenerazione, riqualificazione e riciclo di strutture esistenti, dismesse oppure in grave stato di conservazione. Ma quali sono gli strumenti che possono essere utilizzati per un serio lavoro di ricostruzione del tessuto urbano? Quale disegno può essere attuato in questi comparti edilizi? Quali sono le modalità attraverso le quali può avvenire questa trasformazione?
Ne discutono
Arch. Pietro Degiampietro | Ordine degli Architetti PPC
Prof. Ezio Micelli | Università IUAV di Venezia
Prof. Mosè Ricci | Università di Trento
Prof. Bruno Zanon | Università di Trento
Intervengono
Assessore Paolo Biasioli | Comune di Trento
Assessore Carlo Daldoss | Provincia autonoma di Trento

 

A cura del
Consiglio dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Trento
Commissione Urbanistica e Paesaggio
Coordinamento scientific0
Pietro Degiampietro
Alessandro Franceschini

In collaborazione con
Fondazione Museo Storico del Trentino
Coordinamento organizzativo
Roberta Tait

Supporto video
a cura di Gianluca Nicolini

Iniziativa parallela all’esposizione
Il quartiere Le Albere a Trento.
Architettura e spazi urbani
Immagini di Luca Chistè
www.quartierelealbere.eu
© 2016

PRESENTAZIONE DEL LIBRO “IL PEGGIOR MESTIER”

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IL PEGGIOR MESTIER Otto anni in Ottava rima 2008-2015
di Giovanni Kezich

(con otto tavole di Gigi Giovanazzi)

Il volume raccoglie le composizioni in ottava rima presentate da Giovanni Kezich al concorso «Ottottave», promosso dall’Accademia dell’Ottava, tra il 2008 e il 2015. Si tratta di una silloge che racconta, attraverso l’uso sapiente dell’ottava rima – un’antica e popolare tecnica linguistica, appresa dall’autore durante le sue lunghe peregrinazioni antropologiche nel Centro Italia – fatti e situazioni della contemporaneità. Questo è il libro d’esordio di Kezich nelle vesti di quello che è, da sempre, il «peggior mestier». Ovvero quello di poeta.

Discutono sull’opera Paolo Ghezzi e Alessandro Franceschini

Sarà presente l’autore

Durante la serata, verranno presentate

anche le opere di Gigi Giovanazzi

Venerdì 29 gennaio, ore 18.00

Palazzo Roccabruna, via S. Trinità (Trento)

IL CONVEGNO: Il governo del territorio, fra conoscenza, partecipazione e discrezionalitA’

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Questo Convegno – promosso dall’Università di Trento e dal TAR di Trento – cade in un momento storico caratterizzato, a livello globale, da tragiche emergenze, rispetto alle quali la pianificazione urbanistica pare assumere importanza recessiva. Invece la cura del patrimonio ambientale e territoriale assume valore fondante di un impegno che – richiesto a tutti, istituzioni e utenti – costituisce insieme testimonianza di valori condivisi e rappresentazione di buona volontà nella tenace ricerca del bene comune, e perciò sia indispensabile fondamento per la resistenza alle odierne intemperie.

Venerdì 29 gennaio 2016

ORE 14.30 – 19.00
Apertura dei lavori – Saluti istituzionali

PRESENTAZIONE
Roberta Vigotti Presidente TRGA Trento

INTRODUZIONE AL TEMA
Giancarlo Coraggio Giudice costituzionale

PRIMA SESSIONE
Conoscenza del territorio e pianificazione

PRESIEDE E COORDINA
Giancarlo Coraggio

Momenti ed elementi conoscitivi per la redazione dei progetti di pianificazione da parte delle pubbliche amministrazioni
Carmine Volpe Presidente TAR Lazio 

Il governo del territorio fra sviluppo economico e tutela dell’ambiente: l’esperienza della  pianificazione in Trentino
Alessandro Franceschini Vice Presidente Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori Provincia di Trento

SECONDA SESSIONE
La partecipazione dei cittadini al governo del territorio

PRESIEDE E COORDINA
Armando Pozzi Presidente TAR Toscana

Le esperienze regionali
Anna Simonati Professoressa di Diritto amministrativo Università di Trento

Gli orientamenti giurisprudenziali sulla partecipazione dei privati al governo del territorio
Pierpaolo Grauso Consigliere TAR Toscana

L’esperienza trentina di partecipazione nell’elaborazione della nuova legge provinciale per il governo del territorio
Carlo Daldoss Assessore alla coesione territoriale, urbanistica, enti locali ed edilizia abitativa Provincia autonoma di Trento

Sabato 30 gennaio 2016
ORE 9.30 – 13.00

TERZA SESSIONE
Pianificazione e potere amministrativo

PRESIEDE E COORDINA
Chiara Cacciavillani Professoressa di Diritto amministrativo Università di Padova

L’esercizio dei poteri di scelta nel governo del territorio
Cristina Videtta Ricercatrice confermata di Diritto amministrativo Università di Torino

Le patologie penalistiche delle scelte di pianificazione
Alessio Scarcella Consigliere Corte di Cassazione

INTERVENTI PROGRAMMATI
Antonio Cassatella Ricercatore confermato di Diritto amministrativo Università di Trento
Alma Chiettini Consigliere TRGA Trento
Paola Lombardi Professoressa di Diritto amministrativo Università di Brescia

DIBATTITO
Relazione di sintesi

Giandomenico Falcon Professore di Diritto amministrativo Università di Trento

Chiusura dei lavori

 

TRENTO – Università degli Studi 
Facoltà di Giurisprudenza – Aula 1 | via Verdi, 53
29-30 GENNAIO 2016

 

 

Il dibattito: nuove strategie per il turismo

 

Invito

Nuove strategie per il turismo e la promozione del territorio

Attraverso la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni europee, provinciali locali, e di soggetti attivi nel settore, verranno affrontate in un’ottica europea le principali strategie per la promozione del Turismo, le sue evoluzioni, i casi concreti e gli strumenti per la promozione del territorio.

Modera
Cecilia Meggio

Intervengono
Isabella De Monte
Alberto Bertolini
Diego Calzà
Elisa Filippi
Alessandro Franceschini

Sabato 23 gennaio ore 18
Sala degli specchi di Corso Rosmini 28
Rovereto

 

NOVITA’ IN EDICOLA: ECONOMIA TRENTINA 3/2015

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Dossier: Una nuova legge urbanistica per il Trentino

in Economia Trentina nr. 3/2015 (organo ufficiale della Camera di Commercio I.A.A. di Trento)

La rivista contiene una parte monografica dedicata alla recente legge urbanistica approvata in Trentino nell’agosto 2015. Attraverso quattro brevi saggi, il numero della rivista ripercorre la storia dell’urbanistica in Trentino degli ultimi cinquant’anni, soffermandosi in particolare sulle novità legislative introdotte dai nuovi riferimenti di legge e sulle sfide disciplinari che attendono oggi la trasformazione del territorio.

Con contributi di

Carlo Daldoss, Alessandro Franceschini, Pietro Degiampietro, Alberto Winterle.

 

 

Novita’ in libreria: Dialoghi sull’urbanistica

Dialoghi sull'urbanistica

“Dialoghi sull’urbanistica”

a cura di Alessandro Franceschini

List – Laboratorio internazionale editoriale, 2015, 98 pp., 12 euro

con interviste a: Zygmunt Bauman, Gilles Clément, Corrado Diamantini, Roberto Gambino, Geremia Gios,  Willi Hüsler, João Ferreira Nunes, Federico Oliva, Giuseppe Campos Venuti, Edo Ronchi, Bernardo Secchi, Silvia Viviani.

Questo volume raccoglie le interviste pubblicate sulla rivista Sentieri Urbani tra il 2011 e il 2015. Si tratta di dodici conversazioni con progettisti, pianificatori, sociologi ed economisti, miranti a fare il punto sullo stato dell’arte di una particolare questione disciplinare. A distanza di qualche anno da quelle prime interviste, che hanno mantenuto nel tempo forza e attualità, si è ritenuta utile la loro raccolta in un unico volume: non solo per raggiungere un pubblico più vasto dei lettori della rivista, ma soprattutto per l’interesse intrinseco di queste conversazioni, capaci di toccare e di approfondire gran parte dei temi all’ordine del giorno nell’agenda di chi si occupa di trasformazione del suolo. Una freschezza che emerge con evidenza anche nelle pagine di questo libro, che riesce a descrivere, pagina dopo pagina, personaggio dopo personaggio, un quadro articolato e multiforme della disciplina urbanistica, dei suoi aspetti problematici, delle sue potenzialità. Proprio per questi motivi le interviste raccolte nelle pagine di questo volume, se lette in una prospettiva unitaria, possono costituire le parti di un racconto corale, polifonico, capace di narrare con competenza ed efficacia le sfide che interessano oggi l’urbanistica contemporanea.

 

 

Novita’ in edicola: Sentieri Urbani nr. 18

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Sentieri Urbani 18

“La città alpina: identità, strategie e progetti”

a cura di Corrado Diamantini e Federica Corrado

Fotografie di Luca Chistè

Con un’intervista a Werner Bätzing

Con saggi di: Sandro Aita, Marianna Bertolino, Aldo Bonomi, Ruggero Crivelli, Giuseppe Dematteis, Roberto Dini, Giovanni Kezich, Peter Morello, Cristiana Oggero, Alessandro Sacchet, Michele Stramandinoli, Beppo Toffolon.

La lettura delle interviste e dei saggi contenuti in queste pagine fa emergere una visione assai diversificata delle caratteristiche e delle potenzialità della città alpina, quasi fosse un “oggetto” dai contorni incerti e indefiniti, protagonista di proposte di pianificazione non ancora completamente mature. Non è solo la consapevolezza di un destino comune, quello che manca, ma anche il poter attingere a idonei strumenti di crescita e di sviluppo. Per questa ragione, una delle scommesse che attende ora le città alpine, come suggerisce in queste pagine Jacopo Massaro, sindaco di Belluno, è proprio quella di emancipare questi contesti dalla dialettica, forse oramai un po’ logora, tra natura e cultura, avviando invece seri programmi di sviluppo socioeconomico che possono avere nella pianificazione urbanistica lo strumento d’implementazione più efficace. Mettendo il progetto urbano/territoriale, quindi, all’ordine del giorno delle agende delle pubbliche amministrazioni. Alcuni di questi temi progettuali ce li indica proprio Diamantini: la forma urbana, le relazioni con il territorio periurbano, il paesaggio sono urgenze urbanistiche che possono essere affrontate solo attraverso l’implementazione di una pianificazione territoriale arguta e consapevole. In questo contesto, la disciplina deve saper adottare strumenti di pianificazioni efficaci, dinamici, comprensibili, in grado di poter essere modificati rapidamente, al variare del sempre più mutevole contesto economico. Si tratta di una sfida tutt’altro che scontata, alla quale dobbiamo lavorare con grande serietà. Quello che è in gioco, infatti, non è la sopravvivenza o meno di una manciata di piccole e medie città collocate in regioni montane, ma il senso stesso di uno spazio, quello alpino, antropizzato fin dall’antichità e che rappresenta ancora la “cerniera” culturale ed antropologica dell’intera Europa. Qualcosa, insomma, da maneggiare con consapevolezza e grande cura.

IL QUARTIERE “LE ALBERE” A TRENTO: ARCHITETTURA E SPAZI URBANI

MostraGallerie

Il nuovo quartiere delle Albere, realizzato grazie alle imponenti opere di Renzo Piano, rappresenta un terreno fertile di indagine fotografica, sia sotto il profilo urbanistico, sia in una dimensione più propriamente sociologica se si considera il rapporto che, i nuovi spazi delle Albere, intrattengono con i cittadini e con i visitatori del Muse. In tale potenziale e articolato scenario di indagine, si è deciso di operare una raccolta di immagini fotografiche che potessero costituire un momento di riflessione e aprire un dibattito sull’essenza di questo nuovo quartiere, lasciando spazio, ove e quanto possibile, a interessanti contaminazioni con altre realtà culturali attente ai temi dello sviluppo urbano.

Oltre un anno di lavoro, con riprese eseguite in diverse stagioni e molteplici tecniche di ripresa (formati analogici panoramici 6×17, con il banco ottico e scatti digitali). È il nuovo progetto fotografico di Luca Chistè, dedicato monograficamente al quartiere delle Albere di Trento che, per la cura di Alessandro Franceschini, che verrà inaugurato il 28 novembre alle Gallerie di Piedicastello. Il corpus della rassegna si basa su 36 immagini, stampate con tecnica fine-art, su carta Hahnemühle Photo Rag Baryta 315 e comprende, oltre a formati 60×80, cinque grandi panoramiche delle dimensioni di 60×160.

L’iniziativa è stata promossa dalla Fondazione del Museo Storico di Trento in collaborazione con l’Associazione AEcceL per la fotografia, e con il patrocinio del Comune di Trento, dell’Ordine degli Architetti PPC della provincia di Trento e del Circolo Trentino per l’Architettura Contemporanea. Sono inoltre partner del progetto Onnik/Image Consult di Milano, la ditta Loss Traslochi, il negozio Pretto di Trento e Digital Fidelity.

Dal giorno 24 novembre, presso lo Spazio Espositivo «Pretto» (in piazzetta San Benedetto) sarà possibile vedere un abstract/preview di comunicazione dell’iniziativa, per collegare idealmente lo spazio di Piedicastello con il Centro storico del capoluogo.

Le Gallerie di Piedicastello | Trento
Inaugurazione:
Sabato 28 novembre alle 18.00
Durata della mostra
Dal 28 novembre 2015 al 28 febbraio 2016
Orario
Da martedì a domenica dalle 9.00 alle 18.00. Ingresso libero.

Novita’ in edicola: Sentieri Urbani nr. 17

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Sentieri Urbani 17

“Quindici anni dopo la Convenzione Europea del Paesaggio 2000-2015”

A cura di Angioletta Voghera e Bruno Zanon

Fotografie di Luca Chistè

Con un’intervista a Claude Raffestin

 

Con saggi di: Angela Barbanente, Rose Marie Callà, Benedetta Castiglioni, Marco De Vecchi, Franco Farinelli, Viviana Ferrario, Peter Morello, Maurice Novarina, Adriano Oggiano, Riccardo Santolini, Angioletta Voghera

A quindici anni dalla Convenzione Europea del Paesaggio (CEP), trattato promosso dal Consiglio d’Europa e sottoscritto da 38 paesi, è giunto il momento di fare un primo bilancio e di individuare quali sono i punti di forza e quali le criticità. Non si tratta, ovviamente, di sostituirsi a un organismo di livello internazionale ma di riflettere su quanto il nuovo approccio della CEP e le indicazioni che da essa provengono si sono potuti tradurre in azioni concrete a scala locale. I contributi qui raccolti intendono tracciare, almeno in parte, questo percorso: individuare i tratti peculiari della CEP, sia relativamente a quelli che costituiscono dei veri e propri punti di svolta, sia riguardo alle ambiguità di una definizione che, essendo comprensiva, rischia di essere vaga, per poi approfondire alcuni dei temi emergenti e descrivere delle esperienze significative.

(…)

Riprendere il filo del ragionamento è quanto ci si propone con questo numero di Sentieri Urbani, offrendo una varietà di contributi che lanciano uno sguardo critico e forniscono stimoli particolarmente acuti (Claude Raffestin, Franco Farinelli, Claude Novarina), tracciano il quadro di avanzamento dell’attuazione della Convenzione in Italia e in Europa (Angioletta Voghera), ripercorrono il senso del paesaggio (Viviana Ferrario), individuano il ruolo dell’educazione al e con il paesaggio (Benedetta Castiglioni), chiariscono le connessioni tra paesaggio, biodiversità ed ecosistema, (Riccardo Santolini), analizzano alcune esperienze relative a un piano paesaggistico ormai consolidato, quello della Regione Puglia (Angela Barbanente), a un osservatorio del paesaggio (Marco De Vecchi), alla individuazione delle modalità della percezione paesaggistici per la pianificazione territoriale (Rose Marie Callà e Alessandro Franceschini), a sistemi consolidati – ma in evoluzione – di governo del paesaggio (Adriano Oggiano e Peter Morello). Non è un caso che le esperienze descritte riguardano solo in parte strumenti normativi (piani), a favore di una varietà di azioni culturali, di analisi, di coinvolgimento della popolazione.

(dall’editoriale di Bruno Zanon)

GIO’ PONTI IN VAL MARTELLO: L’ALBERGO SENZA PRECEDENTI

Stitched Panorama

Un libro scritto da Luciano Bolzoni, edito dall’editrice Alps e dedicato allo Sporthotel della Val Martello, splendida architettura-rovina firmata da Giò Ponti.

I più sprovveduti, a causa dell’abbandono e del degrado in cui versa ormai da decenni, potrebbero confonderlo per un «ecomostro». In realtà, quella che si trova nel cuore della Val Martello, è una splendida rovina, un’interessantissima architettura firmata da Giò Ponti, storico fondatore della rivista Domus e uno degli architetti italiani più significativi del Novecento. Stiamo parlando dello Sporthotel della Val Martello, un albergo che sorge a 2100 metri, fra un complesso incantevole di cime, nevai, ghiacciai (Cevedale, Cima Venezia, Peder). Per rendere giustizia a questo gioiello ingiustamente abbandonato, la cooperativa e casa editrice Alpes di Trento ha dato alle stampe un bel volumetto che intende dare giusta dignità all’opera di Ponti. «Destinazione Paradiso. Lo Sporthotel della Val Martello di Gio Ponti» (64 pp., 15 euro) è un libro firmato da Luciano Bolzoni, architetto, già docente della Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano e dell’Istituto Europeo di Design e studioso ed esperto di cultura e di architettura alpina, sugli scaffali delle librerie in queste settimane.

Il volume, introdotto dai saggi di Salvatore Licitra dei “Gio Ponti Archives” e di Carlo Calderan, presidente della Fondazione Architettura Alto Adige-Südtirol, ripercorre le vicende dell’albergo Sporthotel del Paradiso del Cevedale, capolavoro di architettura che da tempo giace solitario al Paradiso del Cevedale nella alta Val Martello, in provincia di Bolzano. Il testo racconta la storia, dalla sua nascita alla sua caduta, di questo edificio sorto sulla spinta di un particolare clima sociale che vedeva nella villeggiatura in montagna un segno di riscatto e di passione per la natura.

Come spiega l’autore, «l’hotel rispondeva ad una domanda che chiedeva la creazione di piccoli villaggi isolati nei boschi, stazioni definite climatiche con cui presto la montagna impara a misurarsi, zeppe di attori confinati in una sorta di segregazione all’aria aperta e stipati quasi a forza in una natura che vivono come incontaminata e priva di rischi». Un «albergo senza precedenti», in grado di condensare dentro se stesso tutto il genio dell’architetto: «Ponti- scrive Salvatore Licitra – tendeva a fare tutto ed ogni cosa. Questo non per megalomania, prepotenza o presunzione, ma per urgenza di arrivare alla completezza di quella visione in cui a suo modo di vedere si esprimeva il progetto».

Nel 1935 l’architetto elabora il progetto generale, insieme agli ingegneri Antonio Fornaroli e Eugenio Soncini e due anni più tardi, nel 1937, l’albergo viene ultimato. La struttura ricettiva nasce in modo integrato da un progetto complessivo di elaborazione del paesaggio che prevedeva, oltre all’edificazione del grande albergo-rifugio, anche la realizzazione delle infrastrutture viarie e sciistiche e di un piccolo lago artificiale. Il committente dell’operazione era il Colonnello Emilio Penati che impegnò fondi dell’allora partito fascista e del Ministero del Turismo per costruire la struttura con la sua impresa edile.

L’albergo era concepito per dare la migliore risposta alle richieste di una clientela moderna suddivisa in due classi d’utenza: quella turistica, di tipo più pratico, e quella definita come “ospiti a lunga permanenza”. Per la prima vennero realizzate delle funzioni ricettive più spartane, mentre per la seconda categoria, l’albergo prevedeva degli spazi di accoglienza più raffinati, orientati ad una clientela che si immaginava di livello medio alto e costituita da abitanti della città desiderosi di passare una «villeggiatura» in quota. Nel libro, la narrazione delle vicissitudini storiche dell’edificio è accompagnata dalle immagini d’epoca, in bianco e nero, provenienti dai Gio Ponti Archives e dalle fotografie attuali scattate dai fotografi di Alpes che ritraggono lo Sporthotel così come lo si incontra attualmente.

«I grandi alberghi lungo i passi dolomitici hanno creato un paesaggio, il primo paesaggio turistico delle Alpi sudtirolesi – spiega Carlo Calderan – legato ad un modo di percepire la natura in cui si sono collocati e ad un suo “uso” che potremmo definire contemplativo». In effetti l’inaugurazione dell’Albergo viene accompagnata da una importane campagna mediatica che pubblicizza il luogo che garantiva una fruibilità su scala annuale, segno di una attesa assiduità di frequentazione cui veniva data in cambio un’ampia offerta ai villeggianti. «Aperto tutto l’anno – raccontava un depliant dell’epoca – stagione sciistica da dicembre a maggio. Oltre quaranta escursioni sciistiche di ogni grado con discesa fino a duemila metri di dislivello. Scuola di sci del Cevedale con numerosi maestri e guide».

Purtroppo l’albergo ebbe vita breve. Dopo l’inaugurazione, rimane in servizio fino al 1946 per essere poi riaperto nel 1950 e chiuso definitivamente nel 1955, dopo «aver subito una sopraelevazione di due piani mia fruita che allungava inutilmente l’albergo verso il cielo e lo ampliava nella parte verso la vallata, dotandolo di futili garage e di un’appendice laterale». Segue quindi oltre mezzo secolo di abbandono durante i quali la natura ha trasformato fortemente l’edificio, facendolo diventare sempre di più una di quelle rovine che Giò Ponti amava moltissimo: «Un’architettura – scriveva il Maestro proprio a proposito del costruendo albergo – deve vincere la “prova del tempo”. Una prova che può arrivare sino all’estremo del rudere, perché un’architettura si vorrebbe che fosse bella perfino come rudere».

(pubblicato su l’Adige del 18 aprile 2015. La fotografia è di Giorgio Dalvit)

S.T.ART: AI “SALOTTI SOCIALI” SI PARLA ANCHE DI CITTA’

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Lo scopo di questi incontri – collocati all’interno dell’iniziativa “S.T.ART. – Summer Temporary Art” promossa a Trento dal 20 luglio all’8 agosto 2015 – è duplice: da un lato dar vita ad un simposio nel quale tutti i presenti, esperti e pubblico, saranno chiamati ad esprimere la propria opinione, ad  apportare la propria esperienza personale, a proporre idee; dall’altro lato, i partecipanti sperimenteranno tutto il processo di progettazione di un evento culturale, realizzando un  businnes plan finale, completo di tutti gli  aspetti pratici.
Il dialogo verrà aperto dalle facilitatrici Virginia e Annamaria,  che disegneremo la cornice in cui si colloca l’argomento del giorno; gli esperti invitati dopo una breve presentazione di se stessi, e della propria attività, daranno il via al dialogo coi presenti.  A seguito ci saranno le attività pratiche di elaborazione dell’idea.

Con: Susan Vesco, Alessandro Franceschini, Samuela Caliari, Ana Daldon;

 

Programma del 1 agosto 2015

14.00 – 14.30 : Studio dello spazio architettonico (Alessandro Franceschini);

14.30 – 16.30 : Conclusione fase ideativa del progetto;

16.30 – 17.00 : Accordi di partenariato (Samuela Caliari);

17.00 – 19.00 : Prima stesura businnes plan.

 

Key: Ponti comunicativi: Spazio relazionale e spazio urbano.

Quando? sabato 1 agosto 14.00 – 17.00;

Dove? Parco F.lli Michelin – Quartiere Le Albere, Trento

Info: http://www.summertemporaryart.it

 

Giancarlo De Carlo e l’architettura come impegno «politico»

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«Ho cercato di non immiserirmi nel mestiere opaco, pigro, trasandato, furbo, malandrino della maggior parte degli architetti. Ho cercato, per quel che ho potuto, di essere esemplare». Sono parole di Giancarlo De Carlo, tratte dalla lunga intervista raccolta da Franco Bunčuga alla fine degli anni Novanta e pubblicata nel 2000 con il titolo di «Architettura e libertà» per i tipi dell’Elèuthera. A dieci anni dalla scomparsa di questo grande architetto può essere utile fare alcune riflessioni sull’attualità del suo pensiero, sulla scia di un convegno tenutosi lo scorso 4 giugno al Mart di Rovereto, promosso dall’associazione «senza dominio». I lavori del seminario, infatti, hanno fatto emergere le tante sfaccettature di De Carlo “architetto militante”, ed in questa sede può essere utile ricordare alcuni valori che dovrebbero essere presenti nella “cassetta degli attrezzi” del professionista di oggi che voglia esercitare il mestiere di architetto in maniera – riprendendo la citazione d’apertura – non-opaca, non-pigra, non-trasandata, non-furba, non-malandrina.

Tra i tanti valori che la vita di De Carlo testimonia nella sua pratica professionale, uno è particolarmente interessante: ovvero quello della sua passione “politica”, che ha esercitato attraverso l’attività professionale, pubblicistica e didattica. La sua riflessione, che sicuramente prende origine dal suo passato partigiano dentro il Comitato di Liberazione Nazionale e dalla sue frequentazione, fin da giovanissimo, degli ambienti anarchici e libertari italiani ed europei, lo spinge all’attività politica nel senso autentico del termine – ovvero quello di lavorare a servizio della “polis”. De Carlo, instancabilmente, suggerisce alla politica le buone prassi, sperimenta nella sua attività professionale le buone pratiche, utilizza lo strumento della partecipazione come nessun altro è più riuscito a fare nel nostro Paese. Promuove un’architettura a servizio della società ed una urbanistica a dimensione umana. Con il suo esempio, De Carlo ci spiega che un professionista, un professionista militante, non si mette in politica, non fa il funzionario di partito e nemmeno l’ideologo rivoluzionario, non si candida alle elezioni. Ma, al contrario, un architetto fa Politica con la “P” maiuscola: la fa sia in senso lato, attraverso un modo preciso di essere professionista a servizio della comunità, sia spingendo la politica, quella dei politici di professione, verso certe scelte, verso certi valori, verso certe intuizioni.

È un De Carlo politico, quello che fonda la rivista «Spazio e Società» facendola diventare un laboratorio di riflessione intellettuale capace di mettere in sinergie i progetti più interessanti prodotti nel mondo in quegli anni. È un De Carlo politico quello che frequenta le aule universitarie nelle vesti di un «accademico non allineato», come amava definirsi, marcando la sua differenza dai tanti docenti universitari che «pensano come burocrati e agiscono come funzionari». È un De Carlo politico, quello che lavora incessantemente, in tutte le fasi della sua vita, nella condivisione delle idee, all’interno delle tante associazioni e movimenti culturali che ha frequentato. È un De Carlo politico, infine, quello che scrive sulle colonne dei giornali per criticare questa o quella scelta politica, per proporre queste o quelle idee alternative, facendolo con la sua inconfondibile vis polemica, ora a Milano, ora a Urbino, ora a Venezia, ora a Genova, tanto per citare i campi di battaglia più famosi.

Parafrasando una celebre frase di De Carlo, credo che l’architettura sia una cosa talmente seria da avere bisogno, oggi più che mai, del contributo degli architetti. Di architetti militanti, politici in senso decarliano. Di architetti che dovranno essere curiosi, sprovincializzati, attenti alle ragioni delle differenze, animati da una fede incrollabile nell’architettura e nel mestiere di architetto. Solo così saremmo in grado di raccogliere le sfide che il nostro tempo ci impone. Solo così saremo in grado di tornare a discutere ancora di architettura, vincendo la pigrizia e la furbizia di un mestiere che tende a diventare trasandato e malandrino. Se sapremo fare questo, se sapremo impegnarci politicamente ogni giorno, proprio come fece De Carlo «poi forse» – citando, infine, una sua splendida frase del 1958 – «poi forse, e anche per altre vie, verrà l’arte».

 (pubblicato su “A”, giugno 2015)

IL SEMINARIO: VIVERE LA MONTAGNA

vivere la montagna - 3

 

Su iniziativa di:

Associazione Trentino Europa

APT Rovereto e Vallagarina

 

Interverranno:

Alessandro Franceschini, Università di Trento

Maria Carla Failo, vice presidente della SAT

Massimo Plazzer, sindaco di Vallarsa

Giacobbe Zortea, Presidente del Parco Pale Paneveggio – Pale di San Martino

Lavinia Sartori/Giulio Franceschini, manager di Ri-Legno

 

Hotel San Giacomo

Brentonico (Trento)

20 giugno 2015 ore 10.00-12.00

L’INIZIATIVA: Il Paesaggio nell’Architettura

web-ridotto

Il Paesaggio nell’Architettura
L’esperienza di tre studi svizzeri nel contesto alpino

Trento 10-30 giugno 2015
Piazzetta Gaismayr

a cura di
Ordine degli architetti PPC della Provincia di Trento
Associazione Campomarzio

Siamo soliti immaginare il paesaggio alpino nella sua veste idealizzata, caratterizzato da una natura incontaminata. Ma le nostre montagne sono diventate ormai territori altamente antropizzati. L’architettura costruita gioca un ruolo fondamentale nella ridefinizione di questo nuovo paesaggio alpino, che va oltre quello naturale, arricchendolo, modificandolo, contemplandolo.
La mostra fotografica, promossa dall’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Trento e curata dall’Associazione Campomarzio di Trento, indaga proprio questo ricchissimo confronto. Le fotografie ritraggono alcune delle più significative architetture alpine, in particolar modo quelle realizzate da tre affermati studi svizzeri: Ruch & Partner Architekten (St. Moritz), Bearth & Deplazes Architekten (Coira/Zurigo), Miller & Maranta Architekten (Basilea).
Ogni opera è presentata attraverso due scatti fotografici riprodotti in grande formato, che raccontano del duplice confronto che gli spazi costruiti instaurano con il paesaggio naturale. La prima fotografia raffigura infatti i progetti nel loro contesto fisico ambientale ed esprime la relazione che l’architettura ha con il territorio alpino nel quale è inserita. La seconda fotografia rappresenta invece un ambiente interno, dove l’architettura pare costruita attorno al paesaggio stesso, che diventa protagonista di questi spazi.
Architettura nel paesaggio, paesaggio nell’architettura, che in armonioso equilibrio prefigurano nuovi e inaspettati scenari di un autentico e contemporaneo paesaggio alpino.

Conferenze

Hans Jörg Ruch
Architetto, Ruch & Partner Architekten AG (St. Moritz)

Carlo Daldoss
Provincia Autonoma di Trento – Assessore alla coesione territoriale, urbanistica, enti locali ed edilizia abitativa

Italo Gilmozzi
Comune di Trento – Assessore ai lavori pubblici, mobilità e patrimonio

Alberto Winterle
Presidente Ordine Architetti PPC Trento

Modera:
Michele Andreatta

Trento 10 giugno 2015
ore 18.00
Sala conferenze, Fondazione Caritro
via Calepina 1

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Valentin Bearth
Architetto, Bearth & Deplazes Architekten (Coira/Zurigo)

Alberto Winterle
Presidente Ordine Architetti PPC Trento

Modera
Alessandro Franceschini

Trento 18 giugno 2015

ore 18.00
Aula Beniamino Andreatta, Facoltà di Sociologia
via Verdi 26

IL CONVEGNO: SPAZIO E SOCIETA’ – giancarlo de carlo

gdc

Convegno

SPAZIO E SOCIETÀ – Giancarlo De Carlo – Architettura e libertà

A dieci anni dalla scomparsa un incontro per guardare all’attualità della figura di Giancarlo de Carlo e alla lungimiranza vivida dei percorsi da lui segnati. È una figura, quella di Giancarlo De Carlo dalla quale non si può prescindere (come architetti, come urbanisti, ma non solo). Per tutto il tempo della sua attività, è stato al centro del dibattito internazionale su architettura e urbanistica attraverso e per mezzo di ‘luoghi’ di cui è stato motore, ideatore e fondatore; come la rivista Spazio e Società, il Laboratorio internazionale di architettura e urbanistica Ilaud, il raggruppamento Team X; De Carlo ha aperto, a livello internazionale, punti di dibattito, di critica, di discussione spesso partendo da (o generando) un punto di vista eccentrico, foriero di stimoli e che sempre “apre processi più che chiudere soluzioni”. Discussioni e tematiche, poste sul tavolo del confronto, che si sono rivelate in gran parte anticipatorie.

Tullio Zampedri Presentazione – Frammenti di GDC
Franco Buncuga Giancarlo De Carlo – Architettura e libertà
Giorgio Cacciaguerra Del fare quotidiano – dell’insegnamento
Giorgio Tecilla Spunti dal paesaggio di De Carlo
Francesco Samassa ILAUD, Spazio e Società e l’internazionalità della figura di De Carlo
Alessandro Franceschini Un’idea militante di professione
Antonio Troisi Un lavoro che continua
Luca Eccheli Conclusioni e note finali

Giovedì 4 Giugno 2015
ore 14,30
Rovereto
MART – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto
Sala Conferenze Mart