Novita’ in libreria: Dialoghi sull’urbanistica

Dialoghi sull'urbanistica

“Dialoghi sull’urbanistica”

a cura di Alessandro Franceschini

List – Laboratorio internazionale editoriale, 2015, 98 pp., 12 euro

con interviste a: Zygmunt Bauman, Gilles Clément, Corrado Diamantini, Roberto Gambino, Geremia Gios,  Willi Hüsler, João Ferreira Nunes, Federico Oliva, Giuseppe Campos Venuti, Edo Ronchi, Bernardo Secchi, Silvia Viviani.

Questo volume raccoglie le interviste pubblicate sulla rivista Sentieri Urbani tra il 2011 e il 2015. Si tratta di dodici conversazioni con progettisti, pianificatori, sociologi ed economisti, miranti a fare il punto sullo stato dell’arte di una particolare questione disciplinare. A distanza di qualche anno da quelle prime interviste, che hanno mantenuto nel tempo forza e attualità, si è ritenuta utile la loro raccolta in un unico volume: non solo per raggiungere un pubblico più vasto dei lettori della rivista, ma soprattutto per l’interesse intrinseco di queste conversazioni, capaci di toccare e di approfondire gran parte dei temi all’ordine del giorno nell’agenda di chi si occupa di trasformazione del suolo. Una freschezza che emerge con evidenza anche nelle pagine di questo libro, che riesce a descrivere, pagina dopo pagina, personaggio dopo personaggio, un quadro articolato e multiforme della disciplina urbanistica, dei suoi aspetti problematici, delle sue potenzialità. Proprio per questi motivi le interviste raccolte nelle pagine di questo volume, se lette in una prospettiva unitaria, possono costituire le parti di un racconto corale, polifonico, capace di narrare con competenza ed efficacia le sfide che interessano oggi l’urbanistica contemporanea.

 

 

Novita’ in libreria: “Nel paesaggio”

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Alessandro Franceschini, Paolo Sandri

“Nel paesaggio” (BQE Editrice, 2014, 29 euro).

Disponibile nelle migliori librerie.

La dialettica che caratterizza la percezione dell’aperto da parte dell’uomo risulta articolata in quattro elementi che sono in costante dialogo tra di loro: il «paesaggio», ovvero quella dimensione dell’aperto composta da elementi fisici ed elementi immateriali; l’«identità», intesa come quel costrutto capace di articolare le componenti simboliche di uno spazio aperto; la «forma», ossia l’aspetto propriamente “formale” dell’aperto, governato dai fenomeni legati alla percezione visiva; infine il «linguaggio», ovvero quell’elemento che si colloca tra la forma e l’identità e che caratterizza la maniera attraverso la quale gli individui hanno dato, nel corso dei secoli, il “nome” al proprio ambiente di vita.

L’itinerario fotografico proposto da Paolo Sandri e la riflessione teorica suggerita da Alessandro Franceschini ci offrono, in queste pagine, l’occasione per riflettere sul rapporto tra paesaggio ed identità. I corsi d’acqua del fiume Brenta e dei torrenti Vanoi e Cismon ed i paesaggi che vanno di volta in volta a modellare grazie al loro incessante lavoro di erosione del sostrato morfologico, appaiono estremamente interessanti per raccontare lo “stato” del paesaggio nella modernità e, di conseguenza, lo stato dell’identità delle comunità che sono in essi insediate. Ecco che il paesaggio diventa, ancora una volta, una straordinaria metafora per comprendere le modalità attraverso le quali un popolo, tramite il proprio lavoro, costruisce e si relaziona al proprio intorno.

 

Novita’ in libreria: “Dal Belvedere”

Dal Belvedere

Alessandro Franceschini, Paolo Sandri, “Dal Belvedere” (BQE Editrice, 2013, 29 euro).

Disponibile nelle migliori librerie.

 

 

 

L’uomo vive immerso nel suo ambiente esistenziale. Un’immersione totale e totalizzante che rappresenta, assieme al linguaggio, uno dei fenomeni attraverso i quali l’identità individuale e quella comunitaria nascono e crescono. Gli uomini costruiscono un paesaggio e quel paesaggio, a sua volta, li “costruisce”, parafrasando una celebre frase di Winston Churchill. Una costruzione reciproca, stratificata, diacronica, che affonda le radici nei secoli della storia umana e che emerge nell’evidenza delle forme dell’aperto e nelle tradizioni dei popoli. Questa relazione esplode con tutta la sua forza all’interno di specifici luoghi del territorio che, per esposizione o per composizione morfologica dell’intorno, sono stati codificati nel loro uso dall’uomo, diventando i punti in cui la coscienza umana ed il mistero dell’ambiente, si toccano. Sono i «belvedere», ovvero quei luoghi dai quali l’uomo ammira il contesto che sta attraversando. E dai quali contempla – come in uno specchio – la propria condizione umana.

L’obiettivo di queste pagine è quello di rendere un omaggio ai belvedere dai quali, fin dalla notte dei tempi, l’uomo si confronta con il paesaggio circostante, e al ruolo che il belvedere ha dentro la maturazione dell’emozione paesaggistica dell’animo umano. L’indagine percorre l’itinerario geografico del bacino idrografico del fiume Adige, nell’ambito della provincia di Trento. Le fotografie di Paolo Sandri accompagnano il lettore in un percorso ideale che mette in evidenza i punti focali dei belvedere presenti lungo i solchi vallivi, nelle piane, sugli affacci del sistema morfologico trentino. Si tratta di punti di origine naturale o di matrice antropica collocati a volte nel fondovalle e a volte lungo le pendici: la selezione delle immagini cerca di contemplare sia il bisogno di descrivere tutto lo sviluppo del territorio indagato, sia l’originalità e la peculiarità dei punti di osservazione.