Elogio della bicicletta

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Economica, ecologica, energeticamente efficiente, salutare, silenziosa, non ingombrante.  La bicicletta, inventata duecento anni fa per rendere più veloci gli spostamenti degli umani fino al allora aiutati solo dalla trazione animale del cavallo, appare oggi in tutta la sua modernità. Con la sua umile caparbietà la due ruote è riuscita ad avere la meglio sui grandi colossi della mobilità urbana, come l’automobile e il trasporto ferroviario su sede propria. Capace di mettere assieme efficienza e velocità, la bici sta innestando una vera e propria nuova rivoluzione, perché in grado di interpretare le esigenze delle città contemporanee, sempre più interconnesse ma anche sempre più urbanisticamente frammentate.

Pochi giorni prima dello scioglimento delle Camere, il 21 dicembre scorso, il Senato ha approvato un’importante a legge per la mobilità ciclistica che punta all’uso della bicicletta come mezzo di trasporto per l’uso quotidiano e per i viaggi turistici e ricreativi in bicicletta. L’iniziativa legislativa prevede, tra le altre cose, il «Piano Generale della mobilità ciclistica», la costituzione della rete ciclabile nazionale, i piani regionali ed il biciplan da parte dei comuni, definisce la rete cicloviaria, incluse le strade senza traffico ed a basso traffico su cui pedalare. Un cambio radicale di paradigma – dopo anni di discussioni intorno alle grandi infrastrutture urbane – che fa capire come la due ruote sia finalmente diventata «una priorità per le città», citando le parole del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio.

Nella città di Trento, il tema non ha mai suscitato grandi entusiasmi. Complice la particolare morfologia del capoluogo che, occupando gran parte della zona collinare, ha sempre reso proibitiva la connessione casa-lavoro, le percentuali di chi si sposta in bici non regge il confronto con la grandi città europee e nemmeno con la vicina città di Bolzano, dove il 30% degli spostamenti avviene in bicicletta. L’avvento della pedalata assistita rende, tuttavia, questa difficoltà un problema sorpassato: grazie alla tecnologia elettrica applicata alla propulsione muscolare, tutte le città stanno perdendo le loro caratteristiche morfologiche, diventando «piatte», ovvero percorribili in bicicletta. Ecco perché sempre più persone si stanno muovendo su due ruote ed ecco perché serve urgentemente un serio ragionamento dell’amministrazione comunale di Trento in questa direzione, facendo diventare la mobilità lenta non più una cenerentola delle politiche urbane ma la vera protagonista della mobilità del futuro.

Al tema della due ruote è dedicato il numero 505 di Uomo Città Territorio, disponibile nelle edicole del Trentino.