Novita’ in edicola: Sentieri Urbani nr. 20

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Sentieri Urbani nr. 20
La città resiliente
a cura di Carlo Gasparrini e Michelangelo Savino

Fotografie di Luca Chistè

Con saggi di:

Massimo Angrilli, Nina Artioli, Claudia Cassatella, Giovanni Caudo, Chiara Certomà, Silvia Cioli, Sergio De Cola, Emanuela De Marco, Luca D’Eusebio Vincenzo Donato, Marco Frey, Patrizia Gabellini, Carolina Giaimo, Carlo Gasparrini, Alessandra Glorialanza, Luca  Imberti, Rocco Lafratta, Elena Marchigiani, Daniel Modigliani, Giuseppe Orlando, Irene Poli, Chiara Ravagnan, Giulio Ruggirello, Eliana Saracino, Michelangelo Savino, Gaia Sgaramella, Anna Terracciano, Carmelo Torre, Luca Trepiedi, Silvia Viviani, Massimo Zupi

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Resilienza è una parola che, seppure con antiche origini latine (resiliens -entis), solo recentemente è entrata a far parte del nostro vocabolario di uso comune e in particolare è utilizzata in alcuni campi specifici del sapere umano. Dall’ingegneria, dove indica la capacità di un materiale di assorbire energia di deformazione elastica, all’informatica, dove invece indica la capacità di un sistema di adattarsi alle condizioni d’uso e di resistere all’usura in modo da garantire la disponibilità dei servizi erogati; dalla psicologia, che utilizza il termine per indicare l’attitudine a far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici, all’ecologia, dove si dice della possibilità di una materia vivente di «autoripararsi» dopo un danno, o quella di una comunità o di un sistema ecologico di ritornare al suo stato iniziale, dopo essere stata sottoposta a una perturbazione che ha modificato quello stato; addirittura allo sport, dove vengono indicati resilienti gli atleti che hanno la determinazione a persistere nel perseguire gli obiettivi sfidanti, fronteggiando in maniera efficace le difficoltà e gli eventi negativi.

Negli ultimi tempi questo termine è diventato di uso corrente e sta vivendo un momento di rinnovata fortuna, per la sua capacità di interpretare in maniera opportuna le urgenze e definire le sfide del tempo che stiamo attraversando. Anche la disciplina urbanistica, dove le parole hanno la forza di sottendere approcci di studio, indirizzi di ricerca e temi di progetto di grande portata per la collettività, la parola resilienza viene impiegata con sorte favorevole. In questa prospettiva, il concetto si presta a essere un tema chiave della contemporaneità, proprio per la sua capacità di descrivere le potenzialità e i limiti dello spazio in cui viviamo e del ruolo che tecnici e progettisti possono avere nei suoi processi di trasformazione.

Sono stati i recenti eventi catastrofici avvenuti dentro e fuori il nostro Paese (i terremoti, i disastri conseguenti alle alluvioni, i grandi danni causati da rovinosi eventi idrogeologici) a farci capire come, in un tempo caratterizzato da una fortissima instabilità, diretta conseguenza dei grandi cambiamenti climatici in atto sulla Terra, una delle capacità più importanti degli organismi umani – e quindi dei territori urbanizzati e, soprattutto, delle città – sia appunto quella di aumentare il loro grado di adattamento alle mutazioni, che avvengono sempre con maggiore violenza e frequenza. Di qualsiasi natura esse siano, ambientale, economica o sociale. Se capiamo che questi fenomeni derivano essenzialmente dalle mutazioni climatiche che si riscontrano oggi su tutto il pianeta, come ci spiega Karl-Ludwig Schibel nell’intervista di apertura a questo numero di Sentieri Urbani, sappiamo anche che grandi cose possono essere fatte a livello locale, per mitigare quelli che sono gli effetti dettati dalle dinamiche globali. E queste azioni locali, che sono di natura non solo politica, ma anche tecnica, trovano nella pianificazione territoriale l’interlocutore privilegiato e nel progetto urbanistico lo strumento ideale.

Proprio per queste ragioni, negli ultimi anni, anche gli urbanisti hanno lavorato molto su questo tema, a cui sono stati dedicati progetti di ricerca, studi, seminari e conferenze. Ma non altrettanto è stato scritto, segno che si tratta di un argomento completamente nuovo, i cui contorni disciplinari sono ancora tutti da definire. Ecco perché questo numero di Sentieri Urbani ha l’ambizione di essere una prima pietra miliare di questo percorso di consapevolezza e di costruzione scientifica.

In questa monografia, curata da Carlo Gasparrini e Michelangelo Savino, sono raccolte, in forma antologica, alcune significative esperienze legate alla resilienza applicata all’urbanistica e alla pianificazione territoriale. Si tratta di buone pratiche variegate, che è possibile identificare all’interno di alcune categorie nelle quali è stato suddiviso il numero, e che devono essere intese come una prima mappatura delle esperienze e dei progetti realizzati o in via di implementazione nello sfaccettato panorama italiano.

Dopo due saggi di natura teorica, firmati dai curatori del numero, la monografia è essenzialmente costituita da un’approfondita trattazione delle esperienze sul tema in atto in Italia e intitolata «Verso una mappa delle città e dei territori resilienti». Questo parte monografica è a sua volta articolata in tre sezioni: «Questione ambientale e strategie  dattive nelle grandi città», dove vengono affrontati temi legati ai mutamenti climatici e delle loro conseguenze sul funzionamento (e sulla sopravvivenza) delle città di grandi dimensioni; «Esperienza di resilienza nella progettazione e gestione dei beni comuni: acque, suoli, energia, rifiuti, mobilità sostenibile», dove il tema della resilienza è declinato nei suoi fattori essenziali, ognuno visto come un ingranaggio imprescindibile del funzionamento dei territori e dei contesti urbani che intendono sviluppare capacità di adattamento ai mutamenti in atto; e «Soggetti e reti di soggetti economici e sociali per il riciclo urbano e forme di governance innovative», dove sono raccolti saggi legati soprattutto al tema della politica urbanistica e dei soggetti preposti a metterla in atto.

Chiude il numero una breve sezione dedicata a riflessioni di natura disciplinare, che  cercano di interrogarsi sulle caratteristiche scientifiche di questo tema e sulla necessità di un approccio multiforme e integrato, capace di coinvolgere tutte le discipline tradizionalmente legate all’urbanistica: dall’ingegneria all’ecologia, dall’economia alla giurisprudenza, dall’architettura alla progettazione paesistica.

L’auspicio è che questo numero di Sentieri Urbani – che, con questa monografia, festeggia le venti candeline – possa rappresentare al contempo il momento di arrivo di molte ricerche e il punto di partenza per nuovi approfondimenti disciplinari. Nella convinzione che è solo attraverso la condivisione delle idee e mediante la loro costante messa in discussione che l’urbanistica può realmente assolvere alla propria vocazione: ovvero quella essere una «scienza del futuro» – per usare la bella immagine di uno dei padri della disciplina, Giovanni Astengo – capace di costruire scenari di sviluppo per la città e il  territorio, con un chiaro obiettivo: quello di costruire contesti sempre più adatti alla crescita e alla conservazione delle comunità umane.

[dall’editoriale]

Novita’ in libreria: Dialoghi sull’urbanistica

Dialoghi sull'urbanistica

“Dialoghi sull’urbanistica”

a cura di Alessandro Franceschini

List – Laboratorio internazionale editoriale, 2015, 98 pp., 12 euro

con interviste a: Zygmunt Bauman, Gilles Clément, Corrado Diamantini, Roberto Gambino, Geremia Gios,  Willi Hüsler, João Ferreira Nunes, Federico Oliva, Giuseppe Campos Venuti, Edo Ronchi, Bernardo Secchi, Silvia Viviani.

Questo volume raccoglie le interviste pubblicate sulla rivista Sentieri Urbani tra il 2011 e il 2015. Si tratta di dodici conversazioni con progettisti, pianificatori, sociologi ed economisti, miranti a fare il punto sullo stato dell’arte di una particolare questione disciplinare. A distanza di qualche anno da quelle prime interviste, che hanno mantenuto nel tempo forza e attualità, si è ritenuta utile la loro raccolta in un unico volume: non solo per raggiungere un pubblico più vasto dei lettori della rivista, ma soprattutto per l’interesse intrinseco di queste conversazioni, capaci di toccare e di approfondire gran parte dei temi all’ordine del giorno nell’agenda di chi si occupa di trasformazione del suolo. Una freschezza che emerge con evidenza anche nelle pagine di questo libro, che riesce a descrivere, pagina dopo pagina, personaggio dopo personaggio, un quadro articolato e multiforme della disciplina urbanistica, dei suoi aspetti problematici, delle sue potenzialità. Proprio per questi motivi le interviste raccolte nelle pagine di questo volume, se lette in una prospettiva unitaria, possono costituire le parti di un racconto corale, polifonico, capace di narrare con competenza ed efficacia le sfide che interessano oggi l’urbanistica contemporanea.

 

 

S.T.ART: AI “SALOTTI SOCIALI” SI PARLA ANCHE DI CITTA’

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Lo scopo di questi incontri – collocati all’interno dell’iniziativa “S.T.ART. – Summer Temporary Art” promossa a Trento dal 20 luglio all’8 agosto 2015 – è duplice: da un lato dar vita ad un simposio nel quale tutti i presenti, esperti e pubblico, saranno chiamati ad esprimere la propria opinione, ad  apportare la propria esperienza personale, a proporre idee; dall’altro lato, i partecipanti sperimenteranno tutto il processo di progettazione di un evento culturale, realizzando un  businnes plan finale, completo di tutti gli  aspetti pratici.
Il dialogo verrà aperto dalle facilitatrici Virginia e Annamaria,  che disegneremo la cornice in cui si colloca l’argomento del giorno; gli esperti invitati dopo una breve presentazione di se stessi, e della propria attività, daranno il via al dialogo coi presenti.  A seguito ci saranno le attività pratiche di elaborazione dell’idea.

Con: Susan Vesco, Alessandro Franceschini, Samuela Caliari, Ana Daldon;

 

Programma del 1 agosto 2015

14.00 – 14.30 : Studio dello spazio architettonico (Alessandro Franceschini);

14.30 – 16.30 : Conclusione fase ideativa del progetto;

16.30 – 17.00 : Accordi di partenariato (Samuela Caliari);

17.00 – 19.00 : Prima stesura businnes plan.

 

Key: Ponti comunicativi: Spazio relazionale e spazio urbano.

Quando? sabato 1 agosto 14.00 – 17.00;

Dove? Parco F.lli Michelin – Quartiere Le Albere, Trento

Info: http://www.summertemporaryart.it