Novita’ in edicola: Sentieri Urbani nr. 18

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Sentieri Urbani 18

“La città alpina: identità, strategie e progetti”

a cura di Corrado Diamantini e Federica Corrado

Fotografie di Luca Chistè

Con un’intervista a Werner Bätzing

Con saggi di: Sandro Aita, Marianna Bertolino, Aldo Bonomi, Ruggero Crivelli, Giuseppe Dematteis, Roberto Dini, Giovanni Kezich, Peter Morello, Cristiana Oggero, Alessandro Sacchet, Michele Stramandinoli, Beppo Toffolon.

La lettura delle interviste e dei saggi contenuti in queste pagine fa emergere una visione assai diversificata delle caratteristiche e delle potenzialità della città alpina, quasi fosse un “oggetto” dai contorni incerti e indefiniti, protagonista di proposte di pianificazione non ancora completamente mature. Non è solo la consapevolezza di un destino comune, quello che manca, ma anche il poter attingere a idonei strumenti di crescita e di sviluppo. Per questa ragione, una delle scommesse che attende ora le città alpine, come suggerisce in queste pagine Jacopo Massaro, sindaco di Belluno, è proprio quella di emancipare questi contesti dalla dialettica, forse oramai un po’ logora, tra natura e cultura, avviando invece seri programmi di sviluppo socioeconomico che possono avere nella pianificazione urbanistica lo strumento d’implementazione più efficace. Mettendo il progetto urbano/territoriale, quindi, all’ordine del giorno delle agende delle pubbliche amministrazioni. Alcuni di questi temi progettuali ce li indica proprio Diamantini: la forma urbana, le relazioni con il territorio periurbano, il paesaggio sono urgenze urbanistiche che possono essere affrontate solo attraverso l’implementazione di una pianificazione territoriale arguta e consapevole. In questo contesto, la disciplina deve saper adottare strumenti di pianificazioni efficaci, dinamici, comprensibili, in grado di poter essere modificati rapidamente, al variare del sempre più mutevole contesto economico. Si tratta di una sfida tutt’altro che scontata, alla quale dobbiamo lavorare con grande serietà. Quello che è in gioco, infatti, non è la sopravvivenza o meno di una manciata di piccole e medie città collocate in regioni montane, ma il senso stesso di uno spazio, quello alpino, antropizzato fin dall’antichità e che rappresenta ancora la “cerniera” culturale ed antropologica dell’intera Europa. Qualcosa, insomma, da maneggiare con consapevolezza e grande cura.