IL QUARTIERE “LE ALBERE” A TRENTO: ARCHITETTURA E SPAZI URBANI

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Il nuovo quartiere delle Albere, realizzato grazie alle imponenti opere di Renzo Piano, rappresenta un terreno fertile di indagine fotografica, sia sotto il profilo urbanistico, sia in una dimensione più propriamente sociologica se si considera il rapporto che, i nuovi spazi delle Albere, intrattengono con i cittadini e con i visitatori del Muse. In tale potenziale e articolato scenario di indagine, si è deciso di operare una raccolta di immagini fotografiche che potessero costituire un momento di riflessione e aprire un dibattito sull’essenza di questo nuovo quartiere, lasciando spazio, ove e quanto possibile, a interessanti contaminazioni con altre realtà culturali attente ai temi dello sviluppo urbano.

Oltre un anno di lavoro, con riprese eseguite in diverse stagioni e molteplici tecniche di ripresa (formati analogici panoramici 6×17, con il banco ottico e scatti digitali). È il nuovo progetto fotografico di Luca Chistè, dedicato monograficamente al quartiere delle Albere di Trento che, per la cura di Alessandro Franceschini, che verrà inaugurato il 28 novembre alle Gallerie di Piedicastello. Il corpus della rassegna si basa su 36 immagini, stampate con tecnica fine-art, su carta Hahnemühle Photo Rag Baryta 315 e comprende, oltre a formati 60×80, cinque grandi panoramiche delle dimensioni di 60×160.

L’iniziativa è stata promossa dalla Fondazione del Museo Storico di Trento in collaborazione con l’Associazione AEcceL per la fotografia, e con il patrocinio del Comune di Trento, dell’Ordine degli Architetti PPC della provincia di Trento e del Circolo Trentino per l’Architettura Contemporanea. Sono inoltre partner del progetto Onnik/Image Consult di Milano, la ditta Loss Traslochi, il negozio Pretto di Trento e Digital Fidelity.

Dal giorno 24 novembre, presso lo Spazio Espositivo «Pretto» (in piazzetta San Benedetto) sarà possibile vedere un abstract/preview di comunicazione dell’iniziativa, per collegare idealmente lo spazio di Piedicastello con il Centro storico del capoluogo.

Le Gallerie di Piedicastello | Trento
Inaugurazione:
Sabato 28 novembre alle 18.00
Durata della mostra
Dal 28 novembre 2015 al 28 febbraio 2016
Orario
Da martedì a domenica dalle 9.00 alle 18.00. Ingresso libero.

Novita’ in libreria: “Dal Belvedere”

Dal Belvedere

Alessandro Franceschini, Paolo Sandri, “Dal Belvedere” (BQE Editrice, 2013, 29 euro).

Disponibile nelle migliori librerie.

 

 

 

L’uomo vive immerso nel suo ambiente esistenziale. Un’immersione totale e totalizzante che rappresenta, assieme al linguaggio, uno dei fenomeni attraverso i quali l’identità individuale e quella comunitaria nascono e crescono. Gli uomini costruiscono un paesaggio e quel paesaggio, a sua volta, li “costruisce”, parafrasando una celebre frase di Winston Churchill. Una costruzione reciproca, stratificata, diacronica, che affonda le radici nei secoli della storia umana e che emerge nell’evidenza delle forme dell’aperto e nelle tradizioni dei popoli. Questa relazione esplode con tutta la sua forza all’interno di specifici luoghi del territorio che, per esposizione o per composizione morfologica dell’intorno, sono stati codificati nel loro uso dall’uomo, diventando i punti in cui la coscienza umana ed il mistero dell’ambiente, si toccano. Sono i «belvedere», ovvero quei luoghi dai quali l’uomo ammira il contesto che sta attraversando. E dai quali contempla – come in uno specchio – la propria condizione umana.

L’obiettivo di queste pagine è quello di rendere un omaggio ai belvedere dai quali, fin dalla notte dei tempi, l’uomo si confronta con il paesaggio circostante, e al ruolo che il belvedere ha dentro la maturazione dell’emozione paesaggistica dell’animo umano. L’indagine percorre l’itinerario geografico del bacino idrografico del fiume Adige, nell’ambito della provincia di Trento. Le fotografie di Paolo Sandri accompagnano il lettore in un percorso ideale che mette in evidenza i punti focali dei belvedere presenti lungo i solchi vallivi, nelle piane, sugli affacci del sistema morfologico trentino. Si tratta di punti di origine naturale o di matrice antropica collocati a volte nel fondovalle e a volte lungo le pendici: la selezione delle immagini cerca di contemplare sia il bisogno di descrivere tutto lo sviluppo del territorio indagato, sia l’originalità e la peculiarità dei punti di osservazione.