Novita’ in edicola: Sentieri Urbani nr. 17

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Sentieri Urbani 17

“Quindici anni dopo la Convenzione Europea del Paesaggio 2000-2015”

A cura di Angioletta Voghera e Bruno Zanon

Fotografie di Luca Chistè

Con un’intervista a Claude Raffestin

 

Con saggi di: Angela Barbanente, Rose Marie Callà, Benedetta Castiglioni, Marco De Vecchi, Franco Farinelli, Viviana Ferrario, Peter Morello, Maurice Novarina, Adriano Oggiano, Riccardo Santolini, Angioletta Voghera

A quindici anni dalla Convenzione Europea del Paesaggio (CEP), trattato promosso dal Consiglio d’Europa e sottoscritto da 38 paesi, è giunto il momento di fare un primo bilancio e di individuare quali sono i punti di forza e quali le criticità. Non si tratta, ovviamente, di sostituirsi a un organismo di livello internazionale ma di riflettere su quanto il nuovo approccio della CEP e le indicazioni che da essa provengono si sono potuti tradurre in azioni concrete a scala locale. I contributi qui raccolti intendono tracciare, almeno in parte, questo percorso: individuare i tratti peculiari della CEP, sia relativamente a quelli che costituiscono dei veri e propri punti di svolta, sia riguardo alle ambiguità di una definizione che, essendo comprensiva, rischia di essere vaga, per poi approfondire alcuni dei temi emergenti e descrivere delle esperienze significative.

(…)

Riprendere il filo del ragionamento è quanto ci si propone con questo numero di Sentieri Urbani, offrendo una varietà di contributi che lanciano uno sguardo critico e forniscono stimoli particolarmente acuti (Claude Raffestin, Franco Farinelli, Claude Novarina), tracciano il quadro di avanzamento dell’attuazione della Convenzione in Italia e in Europa (Angioletta Voghera), ripercorrono il senso del paesaggio (Viviana Ferrario), individuano il ruolo dell’educazione al e con il paesaggio (Benedetta Castiglioni), chiariscono le connessioni tra paesaggio, biodiversità ed ecosistema, (Riccardo Santolini), analizzano alcune esperienze relative a un piano paesaggistico ormai consolidato, quello della Regione Puglia (Angela Barbanente), a un osservatorio del paesaggio (Marco De Vecchi), alla individuazione delle modalità della percezione paesaggistici per la pianificazione territoriale (Rose Marie Callà e Alessandro Franceschini), a sistemi consolidati – ma in evoluzione – di governo del paesaggio (Adriano Oggiano e Peter Morello). Non è un caso che le esperienze descritte riguardano solo in parte strumenti normativi (piani), a favore di una varietà di azioni culturali, di analisi, di coinvolgimento della popolazione.

(dall’editoriale di Bruno Zanon)