L’EVENTO: PROSSIMA FERMATA FUTURA TRENTO

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A5_2QUALI SONO LE CARATTERISTICHE DI UNA SMART CITY?

Futura Trento propone un percorso in per scoprirlo insieme 22 tappe. Un tema per ognuna delle linee del servizio pubblico urbano. Un modo diverso per incontrarsi, condividere conoscenze, ragionare insieme del futuro della città.

Martedì 12 aprile nella fascia oraria  15.00-16.00 Alessandro Franceschini affronterà il tema delle #PERIFERIE.

Appuntamento 15 minuti prima della partenza sotto l’orologio della stazione dei treni in Piazza Dante.

www.futuratrento.it

A Buongiorno da RTTR si parla di urbanistica

 

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Giovedì 25 febbraio Alessandro Franceschini è stato ospite di “Buongiorno da RTTR”, condotto da Paola Siano, dove si è parlato di città, di progetto urbano e dell’imminente revisione del PRG di Trento annunciato dall’amministrazione comunale del capoluogo trentino.

GUARDA LA PUNTATA
http://www.radioetv.it/rttr/programmi/item/93-buongiorno-da-rttr#monitor

 

 

 

L’evento: Trento: quali temi per la nuova pianificazione?

Temi

Trento: quali temi per la nuova pianificazione?
Le Gallerie di Piedicastello (Trento)
11/18/25 febbraio 2016

Quale idea di città?
In occasione dell’esposizione fotografica di Luca Chistè dedicata al quartiere Le Albere di Trento, il Consiglio dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Trento organizza tre incontri di approfondimento e di discussione sul futuro del capoluogo trentino. La città di Trento, infatti, si sta avviando verso un’importante fase di pianificazione, grazie all’imminente revisione del piano regolatore generale. I temi che possono essere elaborati in prospettiva del nuovo strumento urbanistico sono molti e urgenti: da un moderno sistema della mobilità alla nuova dimensione del verde, fino alla rigenerazione delle aree abbandonate o da riqualificare.

Tre incontri per tre temi
L’obiettivo degli incontri è quello di stimolare il dibattito sul futuro del capoluogo. Interverranno amministratori, docenti universitari, funzionari, liberi professionisti ai quali sarà chiesto di fornire stimoli e indicazioni per pensare al nuovo strumento urbanistico in maniera corale, portando un contributo per delineare un’idea della Trento del futuro. Gli incontri saranno condotti da Alessandro Franceschini e introdotti da un video curato da Gianluca Nicolini. Durante il primo incontro presenteranno l’evento la presidente dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Trento Susanna Serafini e il sindaco di Trento Alessandro Andreatta.


IL SERVIZIO ANDATO IN ONDA SU RTTR

Verso una nuova mobilità urbana
Giovedì 11 febbraio 2016, ore 18.00
Una città moderna deve esserlo prima di tutto nella gestione della mobilità urbana, sia essa veicolare che ciclo-pedonale. Nel caso specifico della città di Trento, la sfida è oggi più che mai aperta, a causa della crescita, nelle aree suburbane, di grandi attrattori di traffico (il polo universitario sulla collina, il futuro nuovo ospedale a Trento sud…) che obbligano a riflettere seriamente sul tipo di mobilità di cui la città si deve dotare. Quali sono le sfide in tema di trasporti che la città di Trento deve affrontare? Quali le dinamiche sovracomunali che interesseranno il capoluogo? In che maniera collina e fondovalle possono dialogare? Quali sono i sistemi di mobilità che possono essere adottati per rendere la città interconnessa e moderna?
Ne discutono
Ing. Marco Cattani | Trentino Trasporti S.p.a.
Ing. Helmuth Moroder | Libero professionista
Ing. Giulio Ruggirello | Libero professionista
Arch. Giuliano Stelzer | Comune di Trento
Intervengono
Assessore Italo Gilmozzi | Comune di Trento
Assessore Mauro Gilmozzi | Provincia autonoma di Trento

Trento, una città-paesaggio?
Giovedì 18 febbraio 2016, ore 18.00  
Un tema “negletto” – con il quale la pianificazione del capoluogo trentino non si è mai confrontata con la necessaria serietà – è quello della pianificazione del verde, sia esso agricolo che ludico-naturale. Eppure, per una città alpina fortemente inserita in un contesto di pregio ambientale come Trento, si tratta di un tema di grande attualità che deve entrare con forza dentro i programmi di pianificazione contemplabili nel nuovo Prg. In che maniera tessuto urbano e tessuto ambientale si possono intrecciare ed arricchire reciprocamente? Quali sono le sfide che il nuovo piano urbanistico dovrà affrontare?         Ne discutono
Dott. Tiziano Brunialti | Comune di Trento
Prof. Giuseppe Scaglione | Università di Trento
Arch. Giorgio Tecilla | Osservatorio del Paesaggio PAT
Arch. Beppo Toffolon | Italia Nostra
Intervengono
Assessore Roberto Stanchina | Comune di Trento
Dirigente Fabrizio Dagostin | Servizio Agricoltura della PAT

Riciclare il centro storico, rigenerare le periferie
Giovedì 25 febbraio 2016, ore 18.00
Grazie anche alla nuova legge urbanistica, adottata dalla Provincia autonoma di Trento nell’agosto 2015, il Trentino si sta avviando verso l’obiettivo “consumo di suolo zero”. Questo significa intervenire sull’esistente, attivando serie politiche di rigenerazione, riqualificazione e riciclo di strutture esistenti, dismesse oppure in grave stato di conservazione. Ma quali sono gli strumenti che possono essere utilizzati per un serio lavoro di ricostruzione del tessuto urbano? Quale disegno può essere attuato in questi comparti edilizi? Quali sono le modalità attraverso le quali può avvenire questa trasformazione?
Ne discutono
Arch. Pietro Degiampietro | Ordine degli Architetti PPC
Prof. Ezio Micelli | Università IUAV di Venezia
Prof. Mosè Ricci | Università di Trento
Prof. Bruno Zanon | Università di Trento
Intervengono
Assessore Paolo Biasioli | Comune di Trento
Assessore Carlo Daldoss | Provincia autonoma di Trento

 

A cura del
Consiglio dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Trento
Commissione Urbanistica e Paesaggio
Coordinamento scientific0
Pietro Degiampietro
Alessandro Franceschini

In collaborazione con
Fondazione Museo Storico del Trentino
Coordinamento organizzativo
Roberta Tait

Supporto video
a cura di Gianluca Nicolini

Iniziativa parallela all’esposizione
Il quartiere Le Albere a Trento.
Architettura e spazi urbani
Immagini di Luca Chistè
www.quartierelealbere.eu
© 2016

Una nuova politica urbanistica per Trento

trento

Tra le sfide che il “governo” della città capoluogo del Trentino sarà invitato da affrontare nella prossima consiliatura, il progetto urbanistico della città di Trento – inteso come quell’insieme di azioni e pratiche progettuali messe in campo per rendere un territorio più moderno, sostenibile e competitivo – rappresenta una delle priorità politiche. Dal punto di vista della pianificazione territoriale, infatti, il capoluogo trentino sta vivendo una fase di incertezza, dovuta prevalentemente al progressivo tramonto delle visioni urbanistiche contenute nella variante al Piano regolatore generale firmata da Joan Busquets. Archiviato il tema dell’interramento della ferrovia (troppo costoso), dimenticata la suggestione di “riavvicinare” il fiume alla città (oramai, troppo irrimediabilmente lontano), svuotata la possibilità di costruire nuovi corridoi ecologici (troppa la frammentazione proprietaria), abbandonata l’idea di un riordino dei principali accessi infrastrutturali (troppo onerosa), la città di Trento si è trovata orfana di quell’“idea di sviluppo” che aveva catalizzato e reso vivido, nell’opinione pubblica, il dibattito sul futuro del capoluogo trentino.

Eppure, il governo del territorio ha sempre rappresentato una delle priorità di chi svolge l’attività di amministratore della cosa pubblica. Questo è vero soprattutto nella contemporaneità dove le città devono avere la forza di adeguarsi continuamente, nella propria struttura urbana, ai grandi cambiamenti in atto, pena il rischio di una progressiva marginalità culturale, economica e sociale. Le città, infatti, possono essere il motore di un progetto di costruzione socio-culturale di una comunità, oppure possono essere delle “fabbriche” di disuguaglianze, luoghi-simbolo dell’inciviltà e dell’invivibilità, vere e proprie “enclave” di insicurezze e di ingiustizie. Proprio per queste ragioni è fondamentale che sindaco, giunta e consiglio comunale mettano all’ordine del giorno una nuova visione per la città, affrontando con decisione e senza reticenze il tema della trasformazione urbanistica del capoluogo, lavorando prioritariamente su tre linee strategiche. Vediamole brevemente.

La prima linea strategica deve essere orientata a sviluppare e realizzare il tema della «rigenerazione urbana». Per fare questo, è necessario anzitutto cambiare la prospettiva con cui solitamente si guarda al concetto di sviluppo e di crescita delle città. Occorre archiviare definitivamente l’idea che le città possano crescere all’infinito e che il settore edilizio possa esistere solamente nell’edificazione di nuove volumetrie. Invece, anche dentro la città di Trento e dentro i suoi sobborghi, esiste una ghiotta quantità di occasioni di rigenerazione urbana che deve diventare una delle priorità d’intervento: c’è un improcrastinabile bisogno di mettere mano al patrimonio edilizio degradato e alla riconversione d’uso di quello sottoutilizzato o addirittura inutilizzato, che può aprire occasioni urbanistiche ed economiche di grande importanza.

La seconda linea strategica è quella del controllo dell’espansione edilizia attraverso una «valorizzazione del territorio periurbano» a nord e a sud del capoluogo. Per molti decenni si è pensato che le aree agricole ai confini con la città non potessero esser altro che una sorta di “riserva” di lotti edificabili. Questo ha portato i bordi urbani a diventare progressivamente dei luoghi marginali privi d’identità e spesso lasciati in completo abbandono. In realtà, queste frange rappresentano una importantissima cintura verde, capace di fare “resistenza” alla dispersione edilizia. Ma non solo. L’agricoltura di prossimità, in una visione moderna dell’organismo urbano, necessariamente caratterizzato dalla “filiera corta”, deve diventare un tassello fondamentale del ciclo della nutrizione della città: un presidio territoriale, animato dalle comunità locali, capace di essere limite invalicabile alla speculazione edilizia, orientato a soddisfare il bisogno alimentare dell’organismo urbano.

L’ultimo grande contenitore tematico è quello della «mobilità». L’amministrazione comunale ha lavorato molto su questo tema, fornendo soluzioni in parte efficaci, spesso costruite sull’ottimizzazione del sistema preesistente. Tuttavia, se la città di Trento vuole perseguire fino in fondo la sua nuova vocazione di città universitaria e di centro turistico, è necessario un salto di qualità anche in questa direzione. Oggi più che mai risulta evidente come la mobilità privata debba essere radicalmente ripensata in rapporto al potenziamento e all’estensione del trasporto privato. Il grande nodo del collegamento con la collina est della città e del rafforzamento reale dell’asse nord-sud rappresentano delle priorità assolute della prossima consiliatura, alle quali la nuova amministrazione dovrà dedicare un adeguato sostegno, anche in termini di risorse economiche.

Naturalmente questi tre grandi “contenitori” devono poter essere sviluppati nel dettaglio, all’interno di adeguati progetti operativi capaci, a loro volta, d’integrarsi reciprocamente e di fornire quegli elementi che possono dare sostanza e fattibilità (anche economica) ad un’idea progettuale. Per fare questo è necessario dotarsi di adeguati strumenti urbanistici in grado di lavorare in maniera strategica e capaci d’integrare istanze urbanistiche, con priorità sociali ed economiche. Per questa ragione, la nuova amministrazione comunale della città di Trento dovrebbe lavorare, già dal giorno dopo il proprio insediamento, all’implementazione di un «masterplan» per il capoluogo, il più possibile partecipato e collettivo, sulla scorta delle tante esperienze positive recentemente maturate in molte città italiane. Un masterplan per la città di Trento potrà diventare, così, un’efficace sintesi progettuale alle tante domande che cittadini, imprenditori, agricoltori, progettisti, categorie economiche, turisti pongono a chi li sta amministrando. Domande che oggi pretendono, inderogabilmente, una risposta puntuale, adeguata e, soprattutto, concreta.

(pubblicato sull’Adige del 4 maggio 2015)

Novita’ in libreria: “Dal Belvedere”

Dal Belvedere

Alessandro Franceschini, Paolo Sandri, “Dal Belvedere” (BQE Editrice, 2013, 29 euro).

Disponibile nelle migliori librerie.

 

 

 

L’uomo vive immerso nel suo ambiente esistenziale. Un’immersione totale e totalizzante che rappresenta, assieme al linguaggio, uno dei fenomeni attraverso i quali l’identità individuale e quella comunitaria nascono e crescono. Gli uomini costruiscono un paesaggio e quel paesaggio, a sua volta, li “costruisce”, parafrasando una celebre frase di Winston Churchill. Una costruzione reciproca, stratificata, diacronica, che affonda le radici nei secoli della storia umana e che emerge nell’evidenza delle forme dell’aperto e nelle tradizioni dei popoli. Questa relazione esplode con tutta la sua forza all’interno di specifici luoghi del territorio che, per esposizione o per composizione morfologica dell’intorno, sono stati codificati nel loro uso dall’uomo, diventando i punti in cui la coscienza umana ed il mistero dell’ambiente, si toccano. Sono i «belvedere», ovvero quei luoghi dai quali l’uomo ammira il contesto che sta attraversando. E dai quali contempla – come in uno specchio – la propria condizione umana.

L’obiettivo di queste pagine è quello di rendere un omaggio ai belvedere dai quali, fin dalla notte dei tempi, l’uomo si confronta con il paesaggio circostante, e al ruolo che il belvedere ha dentro la maturazione dell’emozione paesaggistica dell’animo umano. L’indagine percorre l’itinerario geografico del bacino idrografico del fiume Adige, nell’ambito della provincia di Trento. Le fotografie di Paolo Sandri accompagnano il lettore in un percorso ideale che mette in evidenza i punti focali dei belvedere presenti lungo i solchi vallivi, nelle piane, sugli affacci del sistema morfologico trentino. Si tratta di punti di origine naturale o di matrice antropica collocati a volte nel fondovalle e a volte lungo le pendici: la selezione delle immagini cerca di contemplare sia il bisogno di descrivere tutto lo sviluppo del territorio indagato, sia l’originalità e la peculiarità dei punti di osservazione.