UCT508: LA LEZIONE DEGLI ALPINI

L’esempio di Cesare Battisti

L’arrivo a Trento di cinquecentomila penne nere non rappresenta solo una festa spensierata per gli Alpini e per la città, ma può diventare una preziosa occasione per riflettere sul ruolo svolto – nella crescita e nell’emancipazione culturale del Trentino – da Cesare Battisti, intellettuale e politico socialista vissuto a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento e, per l’appunto, Maggiore degli Alpini, indossando la cui divisa fu arrestato dai soldati dell’Imperial-Regio Esercito austriaco e assassinato sulla forca del Castello del Buon Consiglio, nella tragica giornata del 12 luglio 1916.

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UCT507: MEGLIO BIOLOGICO

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Una scelta di campo

Per decenni siamo stati persuasi che il Trentino potesse competere anche sui grandi  Numeri: lo abbiamo fatto col turismo, cercando di trasformare i piccoli borghi delle nostre valli in tante minuscole «Cortine d’Ampezzo», avulse dalla nostra tradizione. E abbiamo cercato di farlo anche con l’agricoltura, provando ad innestare processi industriali e monoculturali su un tessuto rurale. Ora che i margini di sostegno economico della Provincia autonoma di Trento si sono ampiamente ridotti e adesso che la lotta sul mercato globale sta diventando sempre più aggressiva, i nodi sembrano arrivare al pettine, sia nell’uno che nell’altro settore.

Il Trentino è un minuscolo territorio, praticamente invisibile a scala planetaria. Un piccolo punto sulla carta geografica che non può tenere testa con i grandi competitor internazionali. Per una mera questione di numeri. Il solo campo sul quale possiamo giocare un qualche tipo di partita è quello dell’originalità, della «nicchia», come si sul dire, dell’autenticità. Se sapremo attivare questo tipo di proposta, nell’agricoltura, come nel turismo, come in qualsiasi comparto economico, potremo avere qualche speranza di essere notati e quindi di diventare interessanti e ricercati dal resto del mondo.

Questo numero di «Uomo, Città, Territorio» vuole parlare di una di queste potenziali nicchie, ovvero quella dell’agricoltura biologica. Ma non in maniera ideologica: lo facciamo non solo perché siamo convinti che l’agricoltura biologica rappresenti un approccio interessantissimo per ricostruire un equilibrio con il nostro ambiente, ma soprattutto perché crediamo che dentro questo tipo di agricoltura – e dei suoi derivati – possa nascondersi un interessante mercato economico, capace di produrre ricchezze per la nostra comunità. Una scelta che si proporrà sempre più come una inevitabile scelta di campo, per un territorio sempre più autentico e originale. Per un Trentino, in altre parole, sempre più competitivo.

UCT406: IL POTERE DELLE DONNE

2018-03-05-17-20

Una rivoluzione incompiuta

Checche se ne dica, quello che stiamo attraversando è il momento delle donne. La loro presenza attiva è invocata (e facilitata) – solitamente da parte di uomini saldamente collocati in posizioni di vertice – in ruoli di responsabilità a tutti i livelli della catena decisionale e dentro tutti gli enti e le istituzioni. S’invoca la presenza delle donne non solo, o non sempre, per un opportunistico buonismo di moda. Si riconosce il bisogno della loro presenza per le indiscusse capacità femminili di efficienza, forza di concertazione, tendenza alla condivisione. La partecipazione delle donne ai vertici amministrativi, politici e aziendali, garantisce trasparenza dei processi delle decisioni, rafforza il coinvolgimento di tutti i diversi portatori di interesse, limita i fenomeni di clientelismo in favore della meritocrazia.

Tuttavia la rivoluzione non è del tutto compiuta. Perché non stiamo ancora vedendo tutte le potenzialità che il «sesso debole» può esprimere dentro la società. Quello che manca, infatti, è l’attivazione di processi selettivi interni alle donne in grado di far emergere le migliori – e non le più disponibili o le più opportuniste. Le donne, insomma, devono imparare quello che gli uomini esercitano da secoli: ovvero il lento lavoro di costruzione della leadership, la preparazione paziente delle competenze manageriali e il faticoso esercizio della costruzione del consenso. Solo in questa maniera potrà dirsi compita fino in fondo l’emancipazione femminile: solo quando conterà davvero per tutti (donne e uomini) il merito, la competenza, la passione.

Questo numero di Uomo Città Territorio intende parlare di queste questioni. Lo fa a ridosso di marzo, ovvero il mese femminile per eccellenza. E in un momento storico in cui il vento sembra veramente cambiare, in favore dei diritti delle donne. Lo fa raccontando alcune storie d’eccellenza in rosa (che vanno dalle istituzioni museali, all’arte, al teatro) e attraverso la narrazione di alcuni episodi ed eventi che hanno cambiato la storia dell’evoluzione «di genere» nella società occidentale. Ma lo fa soprattutto con un auspicio: che il tempo della parità sia veramente prossimo ad arrivare e che si archivino velocemente discorsi e politiche che pur difendendo la donna, in realtà la trattano a mò di riserva indiana: attivando così l’aspetto più deleterio di una società basata sul potere maschile.